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Referendum, tutti i commenti dal mondo politico

Genova. A distanza di poche ore dalla chiusura dei seggi, e difronte al dato che conferma il quorum raggiunto per il referndum 2011, su leggittimo impedimento, nucleare e acqua, i politici liguri danno vita ad una vera e propria pioggia di commenti. Genova, scondo i dati è tra le città con l’affluenza più alta (circa 66%). Ecco sinistra, destra e centro a confronto.

Pdl. “Pur in presenza di una campagna referendaria in gran parte distorsiva e sull’onda di una forte scia emotiva, con onestà intellettuale, occorre saper leggere il risultato delle urne al quale, anche se non attribuiamo una valenza politica dobbiamo accreditare un forte messaggio che non può essere sottovalutato”. A parlare è Michele Scandroglio, coordinatore Regionale PdL Liguria. “Il Pdl ha lasciato libertà di scelta in ordine ai quesiti referendari, tanto è vero che diversi esponenti del PdL e del centrodestra si sono recati a votare proprio perché si è voluta sottolineare l’assenza di valore politico alla consultazione del 12 e 13 giugno – ha aggiunto Scandroglio -. Comunque anche in questo caso, come in tutte le consultazioni popolari, si esprimono messaggi forti che i partiti hanno il dovere di ascoltare con attenzione, rispetto e trarne le debite conseguenze da tradurre in azioni politiche e legislative”. Per Scandroglio occorre “una ripartenza di quella azione riformatrice accolta con grande entusiasmo nel 2008 ed una attenta analisi della attuale composizione del blocco sociale che, anche in conseguenza della crisi del 2009, si articola diversamente e richiede una risposta aggiornata”. “I moderati ed il centrodestra devono saper elaborare con urgenza una proposta concreta e capace di riportare l’agenda della politica sui quei temi che sono al centro delle preoccupazioni degli italiani: occupazione, sicurezza, sostegno alla impresa, riduzione della pressione fiscale, quoziente familiare. Con l’indicazione di Alfano il Premier ha già voluto dare una indicazione sulla strada da intraprendere. Personalmente esprimo qualche dubbio circa la ricaduta positiva in termini pratici ed economici sulle tasche degli italiani, ma d’altronde le scelte fatte dal popolo devono essere in ogni caso rispettate”.

Idv. “Noi abbiamo raccolto le firme, noi abbiamo chiesto agli italiani di venire in strada presso i nostri banchetti, noi abbiamo lavorato con tanta fatica perché i referendum potessero essere effettuati”. La vicepresidente della Regione Liguria, Marylin Fusco, sottolinea “il ruolo decisivo dell’Italia dei Valori” nella vittoria per il quorum. “Ora vedo che tanti nella sinistra si inseriscono per prendersi i meriti della vittoria – ha aggiunto l’esponente dell’ Idv – ma è bene riconoscere i meriti di chi ha aperto la strada”. Il partito si è battuto in particolare contro la privatizzazione dell’acqua: “in Comune a Genova – ha ricordato la Fusco – abbiamo detto no a ogni tipo di privatizzazione, e grazie a un nostro emendamento l’acqua è rimasta pubblica al 51%”. “Abbiamo voluto cosi fortemente quell’emendamento – ha fatto eco l’assessore comunale Scidone – che stavamo per fare saltare l’accordo per la fusione Genova-Torino”.

Udc. “Questo referendum si è distinto per una forte caratterizzazione politica”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Liguria , Rosario Monteleone, commentando i risultati della consultazione appena conclusa. “Al di là del merito dei singoli quesiti referendari – ha aggiunto Monteleone -, questa consultazione, che ha avuto una notevole partecipazione, ha un significato chiaro: il raggiungimento del quorum evidenzia un deciso segnale di cambiamento da parte dei cittadini, confermando quello che già era emerso nelle ultime elezioni amministrative”.

PD. “Gli italiani hanno licenziato il Governo e, dopo il primo avviso delle amministrative, oggi hanno dato a Berlusconi lo sfratto da Palazzo Chigi – commenta il segretario ligure del Pd, Lorenzo Basso – La destra non ha più la maggioranza nel Paese, adesso la parola torni agli elettori per decidere chi deve rimettere in sesto l’Italia dopo gli sfaceli della destra. Questa è una vittoria della partecipazione: dopo quindici anni un referendum raggiunge il quorum perché cittadini, comitati e partiti politici si sono mobilitati con un impegno senza precedenti per bloccare la disastrosa politica di un governo che ha fatto solo riforme sbagliate e leggi su misura del premier”.

FLI. Anche nella sede regionale di Futuro e Libertà, alla Fiumara di Genova, la soddisfazione è grande: “Anche perché la Liguria ha dato una forte dimostrazione di partecipazione – dice Enrico Nan, coordinatore regionale di Fli – noi abbiamo chiesto agli Italiani e ai Liguri di votare, per esprimere liberamente il loro attaccamento alla democrazia. Ma il raggiungimento del quorum ha anche un significato politico importante, perché rappresenta un nuovo schiaffo al berlusconismo. Due settimane fa Pdl e Lega Nord hanno preso il cartellino giallo, oggi è arrivato forse quello rosso e chi ha detto che sarebbe andato al mare probabilmente farebbe bene a restare sulla spiaggia”.

PRC. Soddisfatti anche gli epsonenti di Rifondazione Comunista: “I comitati referendari per l’acqua pubblica e contro il nucleare hanno compiuto un miracolo di democrazia e partecipazione – comunicano la federazione genovese di Prc – Partendo in pochi, contro tutti media e con il solo appoggio della sinistra vera hanno definitivamente messo in crisi l’idea neoliberista delle privatizzazioni, l’ideologia unica del mercato. Ora, anche quella parte del centrosinistra che ha contribuito a dismettere l’acqua pubblica e che continua ad insistere privatizzando i servizi pubblici (trasporti, energia, istruzione) non avrà più scuse. Il PRC a Genova ha sempre lottato contro queste politiche e si impegna a chiedere ancora con maggior forza il ritorno al pubblico dei servizi e dei beni comuni. Il referendum è anche una spallata enorme e di massa contro il peggior governo della storia della Repubblica Italiana. Grazie ai milioni di cittadini che si sono attivati per il Referendum oggi non è più una fantasia veder Berlusconi andare via!”

PSI. Dello stesso parere Maurizio Viaggi, segretario regionale di Psi. “L’affluenza in Liguria è stata superiore alla media nazionale, non ci stupisce,  è una regione dove la cultura della partecipazione e ben presente. Ringrazio le federazioni provinciali del Psi di Genova, Imperia, La Spezia e Savona che con i loro dirigenti e militanti si sono adoperati nell’informare i cittadini sui quesiti referendari. In base a questi risultati, anche le amministrazioni locali dovranno valutare nel loro operare la promozione di  piani energetici comunali che favoriscano le fonti energetiche alternative e di garantire il mantenimento della gestione pubblica dell’acqua”.

PLI. “L’affluenza alle urne in occasione dei referendum è stata trasformata, anche per l’ennesimo errore di Berlusconi, in un’occasione di giudizio ulteriormente negativo nei suoi confronti, dopo quello delle amministrative. Pertanto, assume scarsa rilevanza ogni valutazione di merito sui singoli quesiti referendari, in ordine ai quali l’informazione è stata insufficiente e spesso condotta in modo distorto e unilaterale dai proponenti.  Il Governo dunque, sopravvive come l’ombra di se stesso, in attesa che la Lega o il ministro dell’Economia stacchino la spina. Quello che preoccupa i Liberali è la difficoltà con la quale il Paese sta preparando la necessaria alternativa liberaldemocratica.” Così Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI.

Gruppo Misto. “I risultati conseguiti dimostrano che indipendentemente dalla volontà dei partiti – spiega il consigliere regionale del Gruppo Misto Ezio Chiesa – cresce un senso civico destinato a provocare nei prossimi mesi notevoli cambiamenti nel panorama politico. Ora da quei partiti, a cominciare dal Pd, che hanno “scoperto” il referendum solo nelle ultime settimane mi aspetto un comportamento coerente alla volontà espressa dagli elettori”.