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Referendum nucleare, parla il fisico Baracca: le ragioni per votare sì

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Levante. Domani, in vista del referendum di domenica e lunedì, il fisico Angelo Baracca, professore all’Università di Firenze, sarà a Lavagna e a Rapallo per due incontri sul nucleare, organizzati dal Centro Donato Renna e dall’associazione Acari Tigullio, e nell’occasione presenterà il suo ultimo libro “Scram ovvero la fine del nucleare”.

“Il libro si differenzia da tutti gli altri pubblicati su questo argomento perché è uno studio scientifico di tutte le fasi del ciclo nucleare, comprese le prospettive future tanto sbandierate dai grandi impresari del settore, che si dimostrano essere velleitarie, oltre che molto costose e di lunghissima realizzazione – spiega Baracca – Diversamente da quanto si vuol far credere, infatti, il nucleare non è una tecnologia avanzata, ma complicata, vecchia, costosa e pericolosa, che in mezzo secolo ha creato, oltre all’incubo tutt’altro che scomparso dell’olocausto nucleare, problemi gravissimi, che peseranno per centinaia o migliaia di anni, senza avere apportato alcun beneficio sostanziale o insostituibile”.

All’interno dell’opera ci sono anche due capitoli, uno del dottor Ernesto Burgio e l’altro di Mycle Schneider. Il primo analizza i danni biologici e sanitari delle radiazioni ionizzanti in base ai risultati più recenti della ricerca biologica, che dimostrano la profonda inadeguatezza dell’approccio e della normativa ufficiali, nonché delle sue conclusioni tranquillizzanti per le piccole dosi di radiazioni. Il secondo, invece, studia il confronto con l’”immagine speculare” della Francia, la cui fama di paradiso del nucleare viene smontata e analizzata nelle sue profonde contraddizioni da uno specialista di notorietà internazionale, Mycle Schneider. L’ultima parte del libro è dedicata a dimostrare l’inconsistenza e la impraticabilità delle soluzioni miracolistiche prospettate dall’industria nucleare.

“Nel libro dimostriamo anche quanto il nucleare sia una fonte energetica anti economica. Essa, infatti, è quella più sovvenzionata dai Governi, ma scarica tutti i costi sulla società – continua il fisico – a Fukushima, ad esempio, al momento la spesa ammonta a circa 100 milioni di dollari e quindi i giapponesi, oltre ad aver subito i danni, si troveranno a svuotare anche le proprie tasche, senza sapere quando arriveranno i risarcimenti”.

“Il nucleare è un grande imbroglio da tutti i punti di vista, anche da quello economico – dice Baracca – per analizzare solo l’aspetto più palese, infatti, basta pensare che le centrali sono carissime perché al contrario di quanto si dice non costano 4 milioni di dollari, ma almeno 7 o 8 ciascuna. Per non parlare di tutte le false rassicurazioni che vengono date in caso di incidenti, come è accaduto in Giappone”.

Il professore definisce l’evento di Fukushima come il più grave in assoluto dalla nascita dell’era nucleare. “E’ stato detto che all’origine dell’incidente ci sarebbe stato lo tsunami e un terremoto di inusuale grandezza (nono grado della scala Richter), ma in realtà la scossa che ha colpito l’impianto è stata di settimo grado – continua – ovviamente di tutto questo non si parla più. Ci hanno fatto ‘bere’ quello che volevano, ma i dati dei 53 sismografi collocati all’interno della centrale, resi pubblici il 16 maggio scorso dalla Tepco, dimostrano che l’intensità del sisma ha superato di poco i valori di riferimento, utilizzati per la costruzione dell’impianto”.

“Tra l’altro non si è trattato di un solo incidente, ma di tre nello stesso momento – spiega Baracca – Il problema, infatti, non ha riguardato solo il reattore 1, ma anche il 2 e il 3 e addirittura le piscine del combustibile irraggiato. Una tragedia, che avrebbe potuto essere ancora più devastante se i reattori fossero stati accesi”.

La conclusione del fisico è naturale. “L’unica soluzione per evitare altri fatti simili è quella di chiudere per sempre il nucleare, come stanno già facendo molti altri paesi – conclude – Per questo è quanto mai importante che al referendum venga raggiunto il quorum, per impedire che l’Italia inizi qualcosa che tutti gli altri stanno concludendo perché di estrema pericolosità e anche di lunghissima fabbricazione”.

Il professore Angelo Baracca domani sarà dapprima a Lavagna, in piazza della Libertà alle 17,30 (in caso di pioggia presso il Porticato Brignardello) e poi a Rapallo, in piazza Venezia alle 21,30.