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Rapallo, aiutò l’amico a nascondere il cadavere della cugina: condannato a tre anni

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Chiavari. Aiutò l’amico e connazionale a nascondere il cadavere di Natalia Proshina, 43enne, strangolata con un collare per cani a Rapallo.

La vicenda risale al dicembre 2009, quando fu ritrovato il cadavere in una boscaglia sulle alture di Rapallo, vicino a un canale di scolo. La donna era scomparsa il 4 dicembre 2009 e ben presto era stato indagato Aleksander Azarov, 37enne cittadino bielorusso il quale aveva poi confessato l’omicidio facendo ritrovare ai carabinieri il corpo della cugina.

In un primo tempo aveva raccontato di essere uscito, di sera, con la donna per portare a passeggio il cane, un incrocio tra un pitt-bull e un pastore tedesco. L’uomo era però rientrato in piena notte senza la cugina e con il cane. Agli investigatori durante una prima versione dei fatti, raccontò che Natalia si era allontanata con un marocchino, ma poi confessò. A far scaturire la furia omicida fu probabilmente una lite a causa dei continui rimproveri di tipo familiare. la corte di appello di Genova ha confermato per lui 14 anni di carcere.

Il connazionale, Eugeny Ivanishko, 36 anni, fu invece accusato di occultamento di cadavere. Per Ivanishko, irreperibile, oggi è arrivata la sentenza del tribunale di Chiavari: il giudice ha confermato la richiesta dell’accusa, condannando al massimo della pena il bielorusso a tre anni di carcere senza attenuanti.