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Presidio davanti alla Sovrintenza scolastica: “Tuteliamo il bene pubblico scuola”

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Genova. L’anno scolastico è finito, ma questo è anche il momento per protestare e sottolineare il bilancio negativo causato dai tagli alla scuola pubblica. Queste le motivazioni del presidio con volantinaggio davanti alla sede della Sovrintendenza Scolastica Regionale.

“Il bilancio purtroppo lo conosciamo già perché non vanno i tagli che da tre anni stanno affossando la scuola pubblica – spiega Simona Panichelli, madre e membro del coordinamento Sos Scuola – chiediamo alla dirigenza dell’ufficio ligure se intenda recepire la sentenza del Tar del Lazio, che è stata emessa due mesi fa, e che prevede il reintegro degli insegnanti e del personale tagliato lo scorso anno e due anni fa. L’unica soluzione a questo dramma è che Il Governo destini le risorse necessarie alla scuola pubblica, che è prevista dalla Costituzione ed è un bene comune, che va accresciuto anche dal punto di vista qualitativo. Questo non si può fare senza personale”.

“Siamo qui unitariamente per richiamare l’attenzione contro i tagli che affliggono la scuola pubblica, contro una politca che spinge alla privatizzazione dei servizi e perché stiamo vivendo un appiattimento culturale molto pericoloso – spiega Scanavini Marco, insegnante, Cobas Scuola – ci piacerebbe vedere un’inversione di rotta, come è avvenuto ieri con il referendum che ha salvaguardato l’acqua come bene pubblico. Per il 16 e 17 promuoviamo lo sciopero degli scrutini per richiamare l’attenzione del ministero e delle autorità. Faremo un presidio con conferenza stampa davanti a palazzo Tursi”.

“Siamo convinti che sia necessaria una scuola pubblica di qualità e accessibile a tutti. La situazione è grave e noi su questo siamo schierati da sempre”. A parlare è Valerio Barbini, segretario provinciale Sel. “Abbiamo presentato un’interrogazione in Provincia sulla questione dell’edilizia scolastica negli istituti superiori e inoltre ci siamo impegnati per far rivedere i criteri di assegnazione delle borse di studio, cioè per far prevalere gli interessi della scuola pubblica”.

Jenny Sanguineti – Alberto Maria Vedova