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Piano Casa, Ezio Chiesa “il ministero per i Beni culturali deve intervenire per garantirne la piena attuazione”

“Quali iniziative la Regione Liguria intenda intraprendere, anche nei confronti del ministero dei Beni culturali e delle amministrazioni provinciali, per giungere ad una proficua collaborazione segnatamente ai ruderi nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico – ambientale, per assicurare la piena applicabilità delle norme contenute nella legge del Piano Casa”.

Il consigliere regionale Ezio Chiesa ha presentato una interrogazione al presidente della giunta Burlando affinché vengano risolte una serie di problematiche che finiscono per riguardare molti Comuni del Tigullio e dell’entroterra dove bisogna agevolare quanti devono demolire vecchi ruderi per favorire la ricostruzione eliminando il degrado”

“In particolare gli inconvenienti maggiori si riscontrano – afferma Chiesa – per quanto riguarda gli interventi di demolizione-ricostruzione”.

La legge del Piano casa, a fini premiali, concede la possibilità di aumentare le volumetrie degli edifici per incentivare l’adeguamento funzionale, architettonico e ambientale degli immobili, nonché la riqualificazione urbanistica, paesistica e/o ambientale attraverso il rinnovo del patrimonio edilizio esistente in condizione di rischio idraulico o idrogeologico o di incompatibilità urbanistica, anche mediante l’applicazione di nuove tecnologie per la sicurezza antisismica, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale degli edifici;

“Molti Comuni liguri assentono a progetti di demolizione con ricostruzione in sito, relativi ad edifici rurali che si trovano in condizioni di criticità statico-strutturali, con rischio per la pubblica e privata incolumità – avverte Chiesa – in concreto, si tratta di vecchi, pericolanti edifici rurali, spesso già pesantemente modificati negli anni Cinquanta e Sessanta utilizzati in un lontano passato come abitazioni o ricovero animali/fienile, che hanno perso ogni rapporto diretto con il fondo agricolo, destinati irrimediabilmente a cadere in rovina”

Sovente ad intervenire sono i proprietari con l’obiettivo di realizzare piccole abitazioni da destinare a residenza propria o dei figli, senza alcun intento speculativo come nello spirito della legge.

“Purtroppo, spesso, i progetti di demolizione e ricostruzione approvati dai Comuni vengono respinti dai servizi di tutela del paesaggio delle Provincie e dalla Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici della Liguria – conclude Chiesa – con generiche motivazioni che descrivono l’edificio oggetto di demolizione come esempio di architettura tipica da tutelare, dimenticando che sull’immobile non esiste alcun vincolo puntuale”.

Tale situazione crea profondo sconcerto nelle amministrazioni comunali e nei soggetti proponenti che, incentivati dalle norme contenute nella legge, affrontano i pesanti costi di progettazione per vedere vanificati i loro sacrifici dai dinieghi formulati dai servizi di tutela dell’ambiente delle Provincie e dalla Sopraintendenza, con l’unico effetto di accelerare la caduta in rovina dei suddetti edifici, in quanto di fatto l’unico intervento ammissibile è quello del risanamento conservativo inattuabile sia sotto il profilo dei costi che dei risultati funzionali.