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Nuovo statuto Università, Fgci critica: “E’ mancata la svolta epocale”

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Genova. In attesa di conoscere nel dettaglio il testo del nuovo Statuto dell’Università degli Studi di Genova, approvato ieri dal senato accademico, la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani si sente di dissentire dall’opinione del Magnifico Rettore, che vede in questa riforma un successo per l’Ateneo Genovese.

A nostro avviso è mancato, in questa “svolta epocale”, un reale coinvolgimento delle oltre cinquantamila persone che hanno rapporti con l’Università: studenti, famiglie, ricercatori, professori, tecnici-amministrativi.
Una modifica così grande dell’impianto universitario avrebbe dovuto essere concretamente dibattuta in tutto l’Ateneo, non solamente negli organi preposti a modifiche “ordinarie”.

Riteniamo inoltre che la scelta di accorpare le Facoltà, specie quelle umanistiche, vada in una direzione di impoverimento dell’offerta formativa; la scelta inoltre di rinominarle “Scuole” denota, a parer nostro, un minor interessamento per ciò che è stato il cuore pulsante dell’Università: la Ricerca.
Ci pare che questo nuovo impianto, che si uniformerebbe alla “legge Gelmini”, difetti di un’Idea di quell’istituzione fondamentale per la nostra società che è l’Università: si prosegue con quella serie di “riforme” che da vent’anni contribuiscono a smontare un’Università di massa di ottimo livello come quella italiana.

Contestiamo inoltre la scelta di concedere maggiori poteri al Rettore e al Consiglio di Amministrazione, a scapito del Senato Accademico e delle altre rappresentanze, specie degli studenti. Ciò rientra in un’ottica aziendalistica, che si è vista anche nel modo in cui la riforma è stata posta. Essa riporta infatti una logica verticistica dell’Istituzione universitaria, dove gli studenti sono sempre meno partecipi e divengono assimilati alla stregua di clienti, anziché rappresentare una componente attiva all’ interno dell’ Università.