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‘Ndrangheta ligure: perquisiti casa e ufficio del consigliere regionale Saso (Pdl)

Genova. Nell’ambito dell’operazione “Maglio 3”, che stamattina all’alba ha portato all’arresto di altri 12 ‘ndranghetisti, i Ros di Genova hanno eseguito alcune perquisizioni nella casa e nell’ufficio di Imperia del consigliere regionale Pdl Alessio Saso, oltre che nel suo ufficio in Regione.

Per l’esponente del Pdl si ipotizza il voto di scambio. Lo scorso anno, infatti,  il suo nome era comparso nelle indagini sulla ‘Ndrangheta a Genova dopo la notizia di due incontri con il boss Gangemi ritenuto il riferimento genovese della ‘Ndrangheta. “L’avviso di garanzia nei miei confronti è relativo alla violazione del dpr 570 del 1960 che condanna le promesse elettorali per carpire voti da uno o più elettori. Non si tratta di un avviso di garanzia legato ad eventuali rapporti con la criminalità organizzata”, ha detto Saso.

“Sarei ipocrita – ha continuato Saso – se negassi un legame tra la perquisizione e l’avviso di garanzia e le indagini sulla ‘Ndrangheta che videro associato il mio nome, sono comunque sereno”.

Tornando agli arresti di questa mattina, 7  dei 12 arrestati risiedevano a Genova, proprio come il boss Gangemi. Secondo le prime informazioni la struttura ‘ndranghetista ligure, che si occupava essenzialmente di usura e estorsione, era non solo la diretta emanazione delle ‘ndrine di Reggio Calabria ma aveva assunto la funzioni di ‘camera di controllò dalla quale dipendeva la cosiddetta ‘locale’ del Basso Piemonte.

La Camera di controllo, nella mappa dell’organizzazione ‘ndranghetista e’ l’organismo di controllo che l’organizzazione calabrese istituisce fuori dalla Calabria ed è alle dirette dipendenze della ‘ndrina di riferimento. La Liguria, come la Costa Azzurra, sono luoghi dove storicamente la ‘ndrangheta reggina ha istituito questi organismi.