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‘Ndrangheta in Liguria, Pd: “Situazione grave, fare della legalità una priorità politica”

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Genova. Le indagini e gli arresti effettuati questa mattina dal ROS dei carabinieri hanno squarciato definitivamente il velo che copriva la profondità delle infiltrazioni della criminalità organizzata in particolare nel Ponente ligure, ma anche in altre parti della nostra regione.

Una situazione sulla quale ormai da molto tempo il Partito Democratico della Liguria aveva fatto scattare l’allarme a tutti i livelli, mentre il centrodestra si ostinava a negare e a minimizzare gli eventi. Le dimissioni del sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, da un lato e dall’altro l’azione del ROS con l’operazione antimafia “Maglio 3” confermano la gravità della situazione.

Lo hanno ribadito questa mattina in conferenza stampa Lorenzo Basso, segretario PD Liguria, Giovanni Lunardon, vice segretario PD Liguria, Andrea Orlando, responsabile Giustizia PD Nazionale e membro della Commissione Parlamentare Antimafia, Sergio Scibilia, consigliere regionale PD e Brunella Ricci, vice segretario PD Imperia.

Come ha recentemente detto il sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia Anna Canepa, “La mafia ci mangia se la neghiamo”. Di fronte al crescere evidente del fenomeno nel Nord Italia e nella nostra regione, c’è chi ha sottovalutato il problema e chi come il Partito Democratico ha portato avanti un’opera di sistematica denuncia.
Lo abbiamo fatto lo scorso anno con la Fiaccolata della Legalità a Sanremo, promossa da Libera e a cui abbiamo partecipato insieme a molti altri partiti, alle categorie economiche e alle sigle sindacali. E proprio in quell’occasione il sindaco Zoccarato ha abbandonato la manifestazione perché a suo parere la sede di Sanremo era stata scelta in maniera pretestuosa.

Di fronte ai nostri ripetuti appelli lanciati a tutte le forze politiche per unire gli sforzi contro il rischio di infiltrazioni mafiose, il coordinatore provinciale di Imperia, Massimiliano Ambesi, annunciando querele nei nostri confronti negava la presenza mafiosa, riducendo la questione ad un semplice “problema di microcriminalità” (Il Secolo XIX ed. Imperia – 8 gennaio 2011).
Stesso atteggiamento da parte del PDL nel caso del Comune di Bordighera, sciolto per infiltrazioni mafiose. Qui il sindaco Bosio ha fatto ricorso al TAR contro lo scioglimento ed ha continuato ad esercitare, fino a pochi giorni fa, la funzione di capogruppo in Provincia, sorretto dalla sua maggioranza e appoggiato dal presidente, Luigi Sappa.
Le dimissioni di Scullino a Ventimiglia non sono certo un atto di amore verso la città e sicuramente non rimuovono l’esigenza per noi fondamentale di fare chiarezza e di accertare i fatti circa le possibili infiltrazioni mafiose nel Consiglio Comunale. Per questo chiediamo al Ministro dell’Interno di andare fino in fondo e di portare a compimento le indagini per un’esigenza di trasparenza e di verità che si deve ai cittadini di Ventimiglia.

Come forza politica abbiamo cercato di svolgere il nostro compito, denunciando le infiltrazioni mafiose, quando dall’altra parte molti negavano che questa malattia avesse colpito anche la nostra regione. Adesso per misurare la febbre servono gli strumenti giusti e questo chiama in causa, prima delle aule dei tribunali, la politica e le amministrazioni che sono chiamate a una grande operazione di trasparenza e di rigore. Il disegno di legge proposto dal Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione per intensificare la lotta alle infiltrazioni mafiose è un primo passo a cui devono seguire atti e comportamenti conseguenti da parte di tutti gli attori pubblici. Su questo occorre aprire un confronto con tutte le forze politiche per fare della legalità anche nella nostra Regione una priorità politica.

Questo significa anche lavorare per dare risorse e strumenti alle forze dell’ordine, che invece il Governo nazionale di centro destra ha tagliato sistematicamente, e agire per costruire gli anticorpi a livello politico. Da questo punto di vista il Partito Democratico intende puntare anche sulla formazione per dotare i nostri amministratori di strumenti di analisi, di prevenzione e di contrasto alle infiltrazioni mafiose che vadano oltre i semplici certificati antimafia e le prassi preventive fin qui sperimentate.