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Liguria, Lisiapp su sovraffollamento nei carceri: “Bisogna fare qualcosa e subito”

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Genova. Il sovraffollamento negli istituti penitenziari della regione Liguria sono complessivamente al di sopra del limite di accoglienza degli arrestati. A sottolinearlo è Luca Frongia, segretario generale aggiunto del Lisiapp (Libero Sindacato appartenenti alla Polizia Penitenziaria). “A Marassi la capienza è di 581 detenuti, a fronte di 756 presenti, a Pontedecimo la “capienza tollerabile” è di 189, i presenti 181, a Sanremo la capienza è di 304, i presenti 360, a Chiavari i presenti 88 la capienza è di 80”, spiega Frongia.

Meno affollati risultano gli istituti di pena di La Spezia e di Imperia, ma anche in questo caso esistono numerose problematiche strutturali. “Sulla stessa scia emergenziale sono i dati dell’organico della polizia penitenziaria – continua Frongia – infatti le unità in servizio nelle strutture penitenziarie liguri sono 800 effettive, a fronte di un organico fissato a 1200. A Genova Marassi, tanto per dare qualche dato più specifico, mancano 160 operatori di polizia, a Pontedecimo invece 160, a Sanremo 90, a La Spezia 60 a Imperia 25 a Chiavari 15”.

“Con tutto ciò, apprezziamo il lavoro che stanno svolgendo sia la regione Liguria sia le istituzioni locali per affrontare le varie problematiche nelle strutture penitenziarie come l’istituzione di un gruppo di monitoraggio.
Ma ciò – dichiara Frongia – non basta , servono interventi mirati da parte del Dipartimento, una vera presa di posizione sulle condizioni in cui versano le strutture penitenziarie del paese Italia e della regione, bisogna creare un nuovo ruolo per l’esecuzione della pena che preveda circuiti penitenziari differenziati e un maggiore ricorso alle misure alternative”.

“Infine, nonostante queste insostenibili e gravi situazioni di emergenza – conclude il segretario – i poliziotti penitenziari continuano tra il stressante sovraffollamento e il disagio dei mancati pagamenti delle spettanze credendo nel proprio compito istituzionale e rimanendo unici attori chiamati in prima linea a gestire eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando centinaia e centinaia di suicidi di detenuti subendo tra l’altro anche vili aggressioni gratuite”.