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Invalidi Inps, Scandroglio: “Le quasi 35 mila domande liguri meritano più attenzione”

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Liguria. “Le quasi 35 mila domande liguri per l’ottenimento dei benefici in materia di invalidità presentate e in attesa di valutazione meritano attenzione, occorre più coordinamento tra gli enti preposti (INPS, Regione/Asl), i cittadini devono ottenere risposta positiva o negativa, ma in tempi brevi, l’incertezza è esasperante” – per questo ho presentato ai Ministri Sacconi e Fazio, che hanno dimostrato grande sensibilità in materia, una interrogazione in Commissione Lavoro.” Ad annunciarlo è l’Onorevole Michele Scandroglio, componente della Commissione Lavoro della Camera.

“Infatti, a decorrere dal 1° gennaio 2010 le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, sono presentate all’INPS, secondo modalità stabilite dall’ente medesimo. L’Istituto trasmette, in via telematica, le domande alle Aziende Sanitarie Locali a cui spetta il compito di accertare le reali condizioni e trasmettere a sua volta l’esito all’INPS. Questo meccanismo pare non dare i risultati sperati. Il tavolo tecnico attivato in Liguria dal gennaio 2010 tra INPS e Asl è un passo importante che però non ha ancora risolto il problema degli arretrati.”

“L’INPS ha tentato di realizzare un programma informatico che avrebbe dovuto essere in funzione già dal 1° gennaio 2010 e idoneo a coprire tutti i passaggi, quindi a semplificare tutto l’iter procedurale. Purtroppo lo stesso programma ha presentato fin da subito alcune lacune. Di fatto questo sistema non tiene conto delle realtà regionali che come in Liguria sono già avanzate e la cui gestione degli accertamenti è affidata a programmi ormai consolidati da anni.”
“Non sono alla ricerca di responsabilità ma di soluzioni – continua Scandroglio – di un meccanismo più idoneo che risolva il problema. Potrebbe essere utile che il tavolo regionale attualmente in essere possa essere trasformato in un organismo più formale, capace di coordinare le attuali modalità di accertamento e di mettere in atto una attività formativa per migliorare e omogeneizzare la valutazione sanitaria sul territorio. Tutto ciò magari accompagnato dalla concessione di maggiore autonomia delle sedi INPS regionali nella consapevolezza che occorre trovare modalità operative che consentano di migliorare i processi, nel rispetto delle competenze istituzionali”