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Infrastrutture Liguria, Fusco ai giovani architetti: “Basta porti, recuperare l’esistente”

Regione. Recuperare l’esistente, eliminando gli scempi e restituendo bellezza e attrattività al territorio. I capisaldi della attuale e futura politica urbanistica della Liguria, non sono sono un consiglio dato agli architetti liguri del futuro, ma suonano come un avviso a chi, fra gli amministratori, ha maturato l’intenzione di costruire porti e affini.

Il problema del porto, infatti, è strettamente “legato al piano regionale della costa” come spiegato oggi dall’assessore regionale all’Urbanistica Marylin Fusco, durante la presentazione ad Albenga del progetto “Segno e Realtà – Vuoti (urbani) a rendere nel territorio di Albenga, un Laboratorio di Progettazione Architettonica IVB per l’anno 2010-2011 del Dipartimento di Scienze per l’Architettura dell’Università degli Studi di Genova, ideato e promosso dal Prof. Arch. Carlo Alberto Cozzani. Per i progetti di nuovi porti “dobbiamo valutare bene, perché abbiamo intenzione di adottare una nuova salvaguardia sulla fascia costiera – ha detto Fusco – in questo senso il porto di Albenga, ad esempio, così come molte richieste di altri Comuni, non rientrano nel piano della costa”.

Non costruire altri porti, ma recuperare l’esistente: è questo il vademecum dell’assessore all’Urbanistica ai nuovi architetti che vogliano immaginare e progettare la Liguria futura, spogliandola di cemento e rapallizzazioni di non troppa lontana memoria.

“E’ un bene che dall’Università i giovani architetti possano acquisire la conoscenza di quello significa pianificare il territorio – ha commentato Fusco riferendosi al progetto con l’Ateneo genovese – operando scelte che tengano conto dell’equilibrio urbano e siano allo stesso tempo concrete”. Secondo Fusco, infatti, serviranno “soluzioni basate sulla riqualificazione dell’esistente, uno dei capisaldi della mia politica urbanistica, eliminando gli scempi e restituendo alle città quella bellezza che possa essere attrazione di turisti e nuovi arrivi”.

Quanto ai giovani architetti che si cimenteranno nel ri-disegnare la Liguria futura, “bisogna rimboccarsi le maniche – è il consiglio del professore e architetto Alberto Cozzani – le cose più facili sono quelle che partono dai presupposti più difficili”.