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Il Referendum centra il quorum, le reazioni dei politici liguri

Genova. Piovono i commenti politici dopo gli esiti del referndum 2011, su leggittimo impedimento, nucleare e acqua.

PD. “Gli italiani hanno licenziato il Governo e, dopo il primo avviso delle amministrative, oggi hanno dato a Berlusconi lo sfratto da Palazzo Chigi – commenta il segretario ligure del Pd, Lorenzo Basso – La destra non ha più la maggioranza nel Paese, adesso la parola torni agli elettori per decidere chi deve rimettere in sesto l’Italia dopo gli sfaceli della destra. Questa è una vittoria della partecipazione: dopo quindici anni un referendum raggiunge il quorum perché cittadini, comitati e partiti politici si sono mobilitati con un impegno senza precedenti per bloccare la disastrosa politica di un governo che ha fatto solo riforme sbagliate e leggi su misura del premier”.

FLI. Anche nella sede regionale di Futuro e Libertà, alla Fiumara di Genova, la soddisfazione è grande: “Anche perché la Liguria ha dato una forte dimostrazione di partecipazione – dice Enrico Nan, coordinatore regionale di Fli – noi abbiamo chiesto agli Italiani e ai Liguri di votare, per esprimere liberamente il loro attaccamento alla democrazia. Ma il raggiungimento del quorum ha anche un significato politico importante, perché rappresenta un nuovo schiaffo al berlusconismo. Due settimane fa Pdl e Lega Nord hanno preso il cartellino giallo, oggi è arrivato forse quello rosso e chi ha detto che sarebbe andato al mare probabilmente farebbe bene a restare sulla spiaggia”.

PRC. Soddisfatti anche gli epsonenti di Rifondazione Comunista: “I comitati referendari per l’acqua pubblica e contro il nucleare hanno compiuto un miracolo di democrazia e partecipazione – comunicano la federazione genovese di Prc – Partendo in pochi, contro tutti media e con il solo appoggio della sinistra vera hanno definitivamente messo in crisi l’idea neoliberista delle privatizzazioni, l’ideologia unica del mercato. Ora, anche quella parte del centrosinistra che ha contribuito a dismettere l’acqua pubblica e che continua ad insistere privatizzando i servizi pubblici (trasporti, energia, istruzione) non avrà più scuse. Il PRC a Genova ha sempre lottato contro queste politiche e si impegna a chiedere ancora con maggior forza il ritorno al pubblico dei servizi e dei beni comuni. Il referendum è anche una spallata enorme e di massa contro il peggior governo della storia della Repubblica Italiana. Grazie ai milioni di cittadini che si sono attivati per il Referendum oggi non è più una fantasia veder Berlusconi andare via!”

PSI. Dello stesso parere Maurizio Viaggi, segretario regionale di Psi. “L’affluenza in Liguria è stata superiore alla media nazionale, non ci stupisce,  è una regione dove la cultura della partecipazione e ben presente. Ringrazio le federazioni provinciali del Psi di Genova, Imperia, La Spezia e Savona che con i loro dirigenti e militanti si sono adoperati nell’informare i cittadini sui quesiti referendari. In base a questi risultati, anche le amministrazioni locali dovranno valutare nel loro operare la promozione di  piani energetici comunali che favoriscano le fonti energetiche alternative e di garantire il mantenimento della gestione pubblica dell’acqua”.

PLI. “L’affluenza alle urne in occasione dei referendum è stata trasformata, anche per l’ennesimo errore di Berlusconi, in un’occasione di giudizio ulteriormente negativo nei suoi confronti, dopo quello delle amministrative. Pertanto, assume scarsa rilevanza ogni valutazione di merito sui singoli quesiti referendari, in ordine ai quali l’informazione è stata insufficiente e spesso condotta in modo distorto e unilaterale dai proponenti.  Il Governo dunque, sopravvive come l’ombra di se stesso, in attesa che la Lega o il ministro dell’Economia stacchino la spina. Quello che preoccupa i Liberali è la difficoltà con la quale il Paese sta preparando la necessaria alternativa liberaldemocratica.” Così Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI.

Gruppo Misto. “I risultati conseguiti dimostrano che indipendentemente dalla volontà dei partiti – spiega il consigliere regionale del Gruppo Misto Ezio Chiesa – cresce un senso civico destinato a provocare nei prossimi mesi notevoli cambiamenti nel panorama politico. Ora da quei partiti, a cominciare dal Pd, che hanno “scoperto” il referendum solo nelle ultime settimane mi aspetto un comportamento coerente alla volontà espressa dagli elettori”.