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Goletta Verde, Legambiente: “Iniziativa malvista da amministratori di centrodestra e centrosinistra”

Liguria. Si è da poco conclusa la tappa di Goletta Verde di Legambiente in Liguria, che come ogni anno denuncia le politiche scorrette nella gestione della costa e del mare e che contemporaneamente premia, consegnando le Vele della Guida Blu, le località che si caratterizzano per politiche virtuose nella gestione del territorio e per la qualità dei servizi offerti.

I biologi di Goletta Verde hanno monitorato alcune zone del nostro litorale, effettuando i campionamenti delle acque secondo le norme prescritte dalla legge, ed individuando le zone tra quelle che storicamente sono state interessate da inquinamento batteriologico spesso a causa di scarichi fognari abusivi.

I dati diffusi dai tecnici di Goletta Verde indicano le zone inquinate del mare, informazioni che i cittadini hanno diritto di avere perché riguardano il loro territorio, la loro salute, la tranquillità dei loro momenti di vacanza. Informazioni che, come sempre, attirano le ire di alcuni amministratori locali che vedono come un affronto persino la consegna della Bandiera Nera a coloro che consideriamo essere “pirati del mare”.

“Gli amministratori sia di centrodestra che di centrosinistra faticano a riconoscere nella campagna di Goletta Verde uno dei luoghi dove la società civile da 26 anni si organizza partecipa, sensibilizza e cerca di indicare quelle situazioni che andrebbero indagate e approfondite per la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini. Al contrario vedono nelle nostre iniziative una minaccia per l’immagine, magari turistica, del loro Comune o peggio ancora come un atteggiamento ideologico ancorato ad un particolare schieramento politico – spiegano Stefano Sarti e Santo Grammatico, rispettivamente presidente e coordinatore Legambiente Liguria – Una posizione politicamente scorretta ma comunque trasversale alle amministrazioni costiere liguri, che puntano il dito invece di guardare la luna e che spesso si concretizza sui media in prese di posizione che parlano di tutto fuorché dei problemi reali, trovando il capro espiatorio in Goletta Verde, come se della malattia sia colpevole il medico e non, magari, uno stile di vita inadeguato del paziente”.

“Ma forse è proprio questo che dimostra l’indipendenza di Goletta Verde e delle sue campagne. In un Paese partigiano, dove all’analisi ed alla risoluzione dei problemi si preferisce la discussione da saloon, il non essere catalogabile secondo le solite categorie è un nostro motivo di orgoglio. Che dimostra indipendenza, capacità di giudizio e autorevolezza nelle posizioni. Non ci sono atteggiamenti preconcetti, ma solo la volontà di affiancare le nostre comunità locali e quelle amministrazioni che, per trasparenza ed onestà intellettuale, vorranno aiutarci a far emergere le criticità ambientali sul nostro territorio”, spiegano i due esponenti di Legambiente.

La Liguria complessivamente si colloca al sesto posto per le infrazioni ambientali commesse, tra mare e costa, guadagnando in negativo una posizione (era settima nel 2010, oggi sesta) nella classifica del dossier Mare Monstrum 2011. “La nostra regione viene dopo Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia e Campania. Questo dato, insieme ai 13 punti rilevati gravemente inquinati per la presenza di colibatteri in scarichi evidentemente non a norma, dovrebbe far riflettere i nostri amministratori sull’opportunità di scagliarsi, denigrandola, contro una campagna di informazione riconosciuta a livello internazionale e patrimonio della cultura ambientalista italiana”, concludono Sarti e Grammatico.