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Genova, spedizione punitiva: vendetta tra bande di moticiclisti?

Genova. Ci sono certe cose che chi non è motociclista non può capire. Per dire, chi riesce a buttare l’occhio sulla manopala sinistra di due motociclisti che si incrociano noterà un rapido movimento delle dita, un saluto, tipo il segno di vittoria. Si consoceranno, pensarà l’automobilista, no.

I motociclisti, quelli duri e puri, quelli per cui la cavalcata in moto ha molto più senso della metà da raggiungere, usano questo saluto come reciproco segno di riconoscimento e di rispetto.

Certo, ci sono delle distinzioni: il saluto generalmente viene fatto solo tra coloro che hanno lo stesso tipo di moto, quelli che hanno una stradale con altri che hanno uno stradale, scrambler con scrambler, harleysti con harleysti.

E’ proprio per questo motivo che l’accaduto di ieri nel genovese mostra confini ancora più inquietanti. Sette motociclisti veronesi sono stati fermati in Corso Italia dopo un inseguimento efficace delal Polizia, in possesso di armi nelle loro macchine (tirapugni, mazze, manganelli).

Dalle prime ricostruzioni sembra che i sette veronesi, motociclisti, fossero a Genova per una spedizione punitiva. I motivi di questa spedizione per ora si possono solo azzardare, anche l’uso delle macchine invece delle moto sembra strano se davvero si trattava di una banda di motociclisti, per non parlare del fatto di presentarsi in trasferta alla ricerca di un presunto gruppo.

Gli inquirenti stanno infatti setacciando anche la pista di una spedizione individuale, mirata e non finalizzata a uno scontro tra gruppi.

Un giallo che getta luce opaca anche sulle relazioni considerate solitamente idilliache tra motociclisti.