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Genova, si buttò dalla finestra della caserma: il responso del Dna incastra la donna

Genova. Omicidio volontario: il rocambolesco tentativo di fuga di Francisca Binicio Medina, la dominicana 27enne che martedì sera ha cercato di sfuggire all’interrogatorio dei carabinieri genovesi gettandosi dalla finestra della caserma di Albaro, non è servito. Oggi alla donna è stato notificato il fermo di polizia giudiziaria per l’omicidio volontario di Carmine De Luca, il pensionato 70enne ucciso a coltellate nella sua abitazione di Torricella Sicura (Teramo) qualche mese fa e di cui la donna era sospettata. A incastrare la domenicana è stato il responso della comparazione identificativa tra il suo Dna e quello estratto dalle tracce di sangue di donna presenti sul luogo del delitto: piena compatibilità del profilo genetico.

Il cadavere era stato trovato in stato di decomposizione una settimana dopo l’omicidio. Poche ore dopo i carabinieri avevano individuato la donna, abituale frequentatrice del pensionato, come possibile responsabile.

I carabinieri di Teramo l’hanno seguita nel Nord Italia, da Pordenone fino a Genova dove l’altra sera è stata bloccata per le vie di Sampierdarena, quando dai Ris è giunta la conferma essere un codice genetico femminile quello estratto dai reperti (ben 130 diversi) della scena del crimine. La donna oggi dovrebbe essere ascoltata per rogatoria dal magistrato genovese, ma è probabile che persista nel suo atteggiamento di rifiuto di risposta.

L’appuntato del Reparto Operativo di Teramo, ferito nel tentativo di bloccare la fuga della donna, nelle prossime ore sarà sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la sua stabilizzazione. Durante la caduta insieme all’accusata il militare ha riportato l’esplosione di una vertebra lombare. La prognosi per entrambi era stata fissata in 40 giorni.