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Genova, il Pdl ligure scalpita e si confronta con Scajola su candidati e primarie

Genova. I panni sporchi si lavano in famiglia, questo è il detto tipico e tradizionale. Eppure, prima che la direzione regionale del Pdl si chiudesse in camera caritatis alla presenza di Claudio Scajola per sciogliere molti temi importanti relativi all’assetto del partito e a scelte dirimenti per la Regione Liguria, il capogruppo del Pdl in regione Matteo Rosso, ha sfogato tutto il suo malumore davanti ai microfoni della stampa. Il primo j’accuse è rivolto ai ministri del Governo Berlusconi.

“Noi non vogliamo essere solo una forza di opposizione, Romani e Tremonti ci devono ascoltare, ma questi sono abbastanza sordi. Sul caso di Fincantieri, Romani e Tremonti ci devono ascoltare, non possiamo accettare che Burlando ci dica che non ci stanno ad ascoltare”.

Rosso ha voluto precisare che la questione non è solo legata a Fincantieri, ed è per questo che oggi parleranno con Scajola, proprio perchè i temi sono tanti e su tutti questi temi la direzione del Pdl ligure vuole riuscire ad aprire canali preferenziali di discussione con il governo, per parlare delle questioni relative alla Fontanabuona come la Gronda, per parlare con Romani come con Mattioli o Fazio.

“Noi ci siamo rivolti a Scajola perchè è il nostro leader per quanto riguarda la Liguria, Alfano è stato appena nominato, l’incontro con Scajola è stato programmato da tempo, poi certo noi cercheremo di arrivare ad Alfano, ma con tutti i problemi che ha non so mica se sarà facile. Noi vogliamo essere costruttivi … contesteremo sprechi, consulenze, tutto quello che c’è da contestare, ma vogliamo essere anche costruttivi”.

Certo questi sono i temi, questi sono i disagi che il Pdl ligure evidentemente sente: ma in questo momento di rivisitazione anche a livello nazionale del partito, rimangono ancora aspetti legati alla battaglia politica che devono essere sciolti a partire dalla scelta del candidato sindaco, fino ad arrivare all’opportunità di fare o meno le primarie e a quali alleanze scegliere.

“Il candidato sindaco lo si può scegliere anche 6 mesi prima delle elezioni – ha tenuto a precisare Rosso – l’importante che sia una scelta condivisa. Io non d’accordo su un’alleanza con l’Udc, con certi partiti non si può fare strada assieme. Per quanto riguarda le primarie, ben vengano, noi siamo persone che vivono di preferenze, non ci spaventano”

Ma il ministro in pectore Scajola è sulla linea dello scalpitante Rosso solo per quanto riguarda il candidato sindaco e le primarie. “Musso ha fatto la sua scelta – ha detto Scajola – adesso con calma dobbiamo capire quale sia il miglior candidato per Genova. Le primarie sono uno strumento, non so quanto si addicano al popolo italiano, a Napoli sono state taroccate, sono uno strumento, ma andrebbe disciplinato, organizzato”, aggiungendo una notazione molto indicativa rispetto alla sua posizione sulle primarie “Gli elettori del Pdl già disertano il secondo turno alle amministrative, andrebbero a votare anche alle primarie?”.

La questione dirimente, che ha un peso anche a livello nazionale, è quello però dell’alleanza con l’Udc, contestata da Rosso, invisa da molti, ma su cui Scajola insiste e rilancia:”Bisogna costruire un percorso di crescita, al di là dei ruoli. Da De Gasperi a Berlsconi, dal 46 a oggi i moderati sono stati la maggioranza del paese, dobbiamo rimetterli insieme, perchè mettendoli assieme si riesce a guidare il paese. La mia idea è condivisa ed è la linea del predellino”.

In realtà così non sembra, come non sembra molto seguita anche quella di rottamare il Pdl, perchè di quello si tratta e la conferma la si è avuta anche dalle parole di questa mattina:”Il Pdl ha un simbolo che non ha colpito molto, Fini è andato via dal Pdl, ma credo che se vogliamo costruire e rilanciare una nuova idea biosgna cambiare nome, simbolo”.

Insomma rottamare il partito, riaprtire da quella grande Dc che ancora ha molti entusiastici sostenitori.