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Genova, Cobas contro tagli alla scuola: sciopero degli scrutini e presidio a Tursi

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Genova. “La scuola, come l’acqua, è pubblica e abbiamo vinto i referendum. E’ arrivato il momento di rialzare la testa”. I Comitati di base della Scuola domani saranno in presidio davanti a Palazzo Tursi per invitare allo sciopero degli scrutini indetto per giovedì 16 e venerdì 17.

“Vogliamo richiamare l’attenzione della città e delle Istituzioni locali sulla situazione di gravissima difficoltà in cui operano le scuole – scrivono in una nota i Cobas – Perché per il terzo anno consecutivo assistiamo ad una politica ministeriale di tagli efferati. Lo scorso anno in Liguria abbiamo perso 484 docenti (254 a Genova) e 316 ATA (158 a Genova), in Liguria i tagli previsti per il 2011/2012 sono: -176 docenti scuole superiori -176, -59 amministrativi, -34 docenti scuole medie, -19 tecnici, -177 docenti scuola primaria, -236 collaboratori scolastici. E anche se i dati effettivi sulla distribuzione dei tagli degli organici verranno forniti dall’USR a partire da mercoledì 15, siamo già in grado di prevedere che: meno docenti nelle scuole significa meno classi,più alunni per classe, meno compresenze, minore integrazione, minore sostegno a chi ha difficoltà di apprendimento minore attenzione alle situazioni di disagio, minore promozione delle eccellenze, maggiore ricorso alla didattica frontale, meno didattica laboratoriale, meno visite d’istruzione e uscite didattiche
maggiore e appiattimento culturale”. Perché o i cittadini e le istituzioni locali sostengono la difesa della scuola di tutti o prima o poi sarà tutto a pagamento e di qualità sempre più inferiore per chi non può pagare”.

“L’impegno delle istituzioni locali non deve essere rivolto alla difesa di poche situazioni di eccellenza ma deve essere rivolto alla promozione di tutte le scuole per permettere loro di passare dalla sopravvivenza all’eccellenza.
Perché i soldi, invece di essere spesi per assumere personale e per fornire materiale didattico e di consumo alle scuole, sono utilizzati dal MIUR per finanziare sperimentazioni utili solo a creare differenze e distanze tra i lavoratori e a spingere alla lotta tra scuole;
finanziare il carrozzone dell’Invalsi finalizzato alla logica premiale brunettiana”.