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Genova, Cna Fita a Merlo: “La vera retroguardia è rappresentata dalle ferrovie italiane”

Genova. Il presidente regionale della Cna Fita Liguria Giuseppe Barberis, unitamente al presidente della Cna Fita di Genova Giuseppe Bossa, al responsabile regionale della Cna Fita Liguria Gino Angelo Lattanzi e al responsavile Cna Fita di Genova Roberto Gennai, rispondono al presidente dell’Autorità Portuale di Genova che nei giorni scorsi aveva criticato, bollando come  “Una battaglia sbagliata e di retroguardia”, la posizione assunta dalla “Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica”, che ha espresso parere negativo all’applicazione di Eurovignette, cioè l’aumento delle tariffe autostradali che l’Europa, con parere contrario dell’Italia e dell’Olanda, vuole istituire dal 2015 per realizzare infrastrutture ferroviarie.

“La Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica ha chiesto al Governo che …gli introiti dei sovrapedaggi siano finalizzati al funzionamento della politica dei trasporti e della logistica nel suo insieme e per tutte le modalita’”.

“No!  Presidente Merlo. L’autotrasporto Ligure e di tutta l’Italia non intende pagare le infrastrutture ferroviarie in quanto da decenni abbiamo sempre affermato, che se in Italia le ferrovie avessero bene investito e sviluppato il trasporto  su rotaia delle merci oggi avremo un autotrasporto migliore e diverso. Migliore con meno camion circolanti a beneficio dell’ambiente e della sicurezza di tutti, con distanze dai luoghi di carico e scarico fortemente ridotte a tutto vantaggio dei costi di esercizio degli autotrasportatori e diverso perché avrebbe permesso alle imprese dell’autotrasporto di meglio strutturarsi e aggregarsi”, spiegano.

“Grazie alle miopi strategie e mancanza di volontà politiche e amministrative, (questa è stata ed è la vera retroguardia presidente Merlo e questo lei bene lo sa) soltanto il 10% delle merci italiane vengono trasportate su rotaia (su una media europea del 17%) e secondo il ‘Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti’, pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture, oltre il 60% delle merci movimentate in Italia vengono caricate sui camion. Ciò non certo per colpe dell’autotrasporto  il quale invece paga a caro prezzo circolare su autostrade e strade obsolete e insicure che rallentano, a causa dei continui e spesso perenni cantieri, anche le velocità commerciali – concludono – Se oggi le ferrovie decidessero di affrontare seriamente il problema e di riappropriarsi di consistenti fette del mercato del trasporto delle merci,  trascorrerebbero indubbiamente anni per adeguare la propria rete, per organizzarsi e per avere materiale rotabile sufficiente, moderno, efficiente e sicuro, adatto  anche per  i percorsi in alta velocità”.