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Genova, Amt: associazioni dei consumatori sul piede di guerra

Genova. Amt mette d’accordo tutti. Questo potrebbe essere lo slogan dell’iniziativa che lega tutte le associazioni dei consumatori di Genova; da Acu ad Adiconsum, fino Altroconsumo, Assotutenti, e l’elenco potrebbe continuare.

Procediamo con ordine raccontando la cronologia degli eventi importanti relativi alla storia recente di Amt: 1) l’addio dei francesi all’azienda, 2) la presentazione del piano aziendale, 3) l’aumento delle tariffe, 4) l’orario estivo.

Le associazioni dei consumatori sono state al tavolo delle trattative per un po’, diciamo fino a che hanno accettato la maggiorazione a 1 euro e 50 centesimi del prezzo del biglietto. Nel momento in cui c’era da chiedere la contropartita per questa stangata ai consumatori, sono state sostanzialmente estromesse dalla trattativa.

E così le legittime speranze del mantenimemto immutato dell’orario, e ancora i progetti sui parcheggi di interscambio, sono naufragate in una situazione che – a detta delle associazioni dei consumatori – è ormai diventata insostenibile.

Si pensi alla pensionata che dalla Valbisagno deve scendere a valle per fare la spesa, che prima poteva caversela con 1 euro e 40 (il costo di due biglietti collinari) e ora è obbligata a pagare 3 euro (il costo di due biglietti orari da 1 e 50. Durano di più, è la obiezione. Non abbastanza per fare la spesa, la risposta).

E dunque dopo che il tempo delle proposte si è esaurito, è cominciato il tempo delle proteste: mercoledì 22 giugno 30 presidi sparsi per tutta Genova.

L’obiettivo è radicale: il piano proposto da Amt deve essere ritirato. Da lì potranno ripartire le trattative.

E’ una lotta difficile. E’ una lotta che sembra essere sentita da molti consumatori. E’ una lotta che per una volta ha messo d’accordo tutti.