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Genova, Acli e Arci: “Le politiche sociali sono investimento per il futuro del paese”

Genova. “Le nostre organizzazioni sono quotidianamente impegnate sul fronte sociale nell’affrontare diverse e crescenti forme di disagio, che con il lungo periodo di crisi non ha fatto altro che aggravarsi. Nonostante le difficoltà, molti cittadini, con maturo senso di responsabilità e con grande attaccamento alle comunità locali, hanno continuato a lavorare per mantenere la coesione sociale
e per garantire che i problemi comuni non producessero lacerazioni sociali né condannassero molte persone ad essere marginalizzate”. Queste le dichiarazioni di Raffaele Gazzari, presidente di Acli Liguria e Walter Massa, presidente di Arci Liguria.

“Oramai, tuttavia, non è più possibile rinviare un profondo processo di riforma delle politiche sociali, a tutti i livelli, che ne potenzi l’efficacia, puntando sulla responsabilità di tutti i soggetti istituzionali coinvolti: gli Enti Locali, le Regioni, il Governo nazionale – continuano – La scelta di un welfare comunitario di cittadinanza attiva, che concorra a ridurre le diseguaglianze e l’esclusione sociale, è possibile solo se si riconosce nelle politiche sociali un investimento e non un costo”.

“Sono stati, invece, drasticamente ridotti, se non cancellati, tutti i fondi sociali, che sostenevano azioni contro la non autosufficienza, che sostenevano i servizi sociali, le politiche per la famiglia e per i giovani, il servizio civile, i servizi per l’infanzia e i minori, una politica seria e non allarmistica sull’immigrazione. Il taglio dell’80% delle risorse “storiche” ha ridotto il sostegno di azioni mirate per il sociale dai 2,5 miliardi del 2008 agli attuali 538 milioni. Noi pensiamo che una moderna e consapevole democrazia e la speranza di vivere un futuro migliore si misurino sul rispetto della parte più debole della società, sulla valorizzazione della qualità di vita e delle relazioni, come fattore strategico di innovazione di uno sviluppo socio- economico più equilibrato”.

“Una società complessa, che ambisce essere più avanzata, non può incarnare un modello di sviluppo che non sia fondato sulla valorizzazione del capitale sociale, sulla centralità della persona e sulla riduzione delle ingiustizie – continuano – Non è solo un’inderogabile questione di giustizia sociale, è un tema primario legato ad un nuovo modello di sviluppo. Le associazioni liguri di promozione sociale Acli e Arci, insieme a tutto il Terzo Settore, lo chiedono per tutti i cittadini, a partire da quelli più in difficoltà, esclusi dalla comunità oppure a rischio di esclusione. E, prima di chiedere, offrono il loro concreto contributo di azione volontaria, di professionalità sociale, di innovazione, a fianco delle persone, nei territori, nelle città, nei paesi, nei luoghi più frequentati come in quelli in via di abbandono. Per questo sostengono e rilanciano anche a livello ligure l’iniziativa nazionale di mobilitazione di domani “Per un nuovo welfare: i diritti alzano la voce!”.