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Fincantieri, parla il ministro Romani

Roma. “La prossima settimana ci sarà un accordo di programma che prevede 280 milioni di euro per il ribaltamento a mare per lo stabilimento di Genova, mentre per Castellamare si prevede un tavolo per la sua ristrutturazione”.

Sono le prime parole del ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani al termine del vertice romano su Fincantieri che ha visto il ritiro del piano industriale di Bono.

“Se non si troverà – ha proseguito Romani – una linea e soluzioni condivise non ci saranno azioni di chiusura sui cantieri. La crisi è forte: si parla di 85% in meno di ordini e di una forte concorrenza mondiale. Ma i ministeri della Difesa, del Tesoro e delle Infrastrutture, assieme all’Europa, lavoreranno nei prossimi mesi per trovare soluzioni compatibili con livelli occupazionali adeguati”.

I tavoli territoriali partiranno fin dalla prossima settimana “per la definizione di adeguate soluzioni industriali”. Per quanto riguarda le Liguria, in particolare, il ministro Romani ha annunciato che la prossima settimana sarà firmato l’accordo per il ribaltamento a mare a Sestri per 280 milioni.

Al termine di questa fase di confronto è stato deciso che tutte le parti e le istituzioni interessate alle prospettive di Fincantieri “saranno convocate – si legge nel comunicato finale – presso il ministero dello Sviluppo economico per la conclusione del confronto e la auspicata sottoscrizione di una intesa generale che risponda alle esigenze di sviluppo industriale e di salvaguardia dell’occupazione”. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali la convocazione potrebbe arrivare a fine mese.

“Abbiamo avuto un incontro positivo con sindacati e azienda”, ha commentato Romani al termine del tavolo. Romani si è rivolto agli operai parlando attraverso un megafono e i lavoratori dell’azienda, lo hanno ascoltato con molta attenzione invitandolo a continuare il lavoro e a parlare anche con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Al termine di questo improvvisato incontro è scattato un lungo applauso da parte degli operai soddisfatti.