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Fincantieri, Manganaro: “A Roma non ci lasciano manifestare”

Genova. “Hanno spostato l’incontro in un ufficio decentrato che si trova all’Eur che per noi è in una posizione ingestibile: dista 12 chilometri da Termini, in un posto perduto, dove i lavoratori non sarebbero visibili”. Lo annuncia Bruno Manganaro, della segreteria Fiom Cgil, dal treno speciale che sta portando più di mille persone, tra sindacalisti, lavoratori di Fincantieri e politici, verso Roma.

Alle 12 proprio nella capitale si terrà il primo incontro tra azienda, governo e sindacati. Sul convoglio presenti  personaggi della politica ligure: gli assessori regionali Vesco e Guccinelli, il senatore Musso, il capogruppo regionale di Italia dei Valori Scialfa, e quello di Lega Nord Rixi, oltre ad alcuni sindaci del Tigullio.

“Ci hanno comunicato che altri politici ci stanno aspettando alla stazione ferroviaria di Termini. – spiega Manganaro – Sul treno siamo mille persone, in arrivo ci sono anche due pullman e questo solo per gli stabilimenti di Riva Trigoso e Sestri Ponente. Poi ci saranno i lavoratori dello stabilimento del Muggiano, che si sono organizzati per conto loro. Abbiamo da poco passato Grosseto, l’arrivo a Roma è previsto per le 10.30”.

Impossibile raggiungere l’Eur per tutti, quindi come si organizzeranno? “Credo che ci fermeremo a Termini – dice Manganaro – e manifesteremo lì, anche se la questura romana pare che ce lo vieti. Vorremmo una mediazione: noi restiamo nella piazza vicina alla stazione, mentre una delegazione raggiungerà l’Eur e ci informerà in tempo reale”.

Una giornata tutta romana, con la partenza per il ritorno prevista per le 17, anche se dipende dai risultati dell’incontro. “Si spera che si possa trovare una soluzione, – conclude Manganaro – perché se il piano industriale non venisse ritirato non so cosa potrebbe succedere”.