Fincantieri, FeS-Idv-Sel: "Subito dimissioni di Bono" - Genova 24
Politica

Fincantieri, FeS-Idv-Sel: “Subito dimissioni di Bono”

piredda, rossi

Regione. I consiglieri regionali di Italia dei Valori Maruska Piredda, Nicolò Scialfa e Stefano Quaini, Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra) e Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà) chiedono, attraverso un ordine del giorno presentato questa mattina, le dimissioni di Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, a sostegno del rilancio della cantieristica ligure, rapinata da un Governo incapace e da una Gestione disinteressata alla salvaguardia e allo sviluppo del Gruppo industriale.

«Vista la criticità della situazione in cui versa la cantieristica ligure – spiegano il consigliere regionale IdV Maruska Piredda – , con 1500 esuberi in Liguria su un totale di 2551 a livello nazionale, e alla luce delle dichiarazioni sibilline di Bono riferite al fatto che le istituzioni locali fossero a conoscenza di un piano industriale scellerato e privo di interesse per il rilancio dell’azienda, riteniamo opportuno palesare da una parte le evidenti responsabilità del Governo, chiedendo le dimissioni del Ministro Tremonti, l’azionista di maggioranza di Fincantieri, ma dall’altra è doveroso rimarcare le colpe della Dirigenza e nello specifico dell’amministratore delegato che, oltre a presentare un piano irricevibile, una vera e propria rapina alla cantieristica, e a tentare goffamente la tattica dello scaricabarile, non si è minimamente preoccupato di azzardare ipotesi circa il possibile rilancio dell’azienda, palesando un’incapacità gestionale evidente. È anche per questo che noi di Italia dei valori ne chiediamo con forza le dimissioni e l’immediata rimozione dall’incarico.»

Sulla stessa linea d’onda anche il capogruppo della Federazione della Sinistra Alessandro Benzi e quello di Sinistra Ecologia e Libertà Matteo Rossi.

«L’ampio fronte apertosi in difesa dei cantieri – spiegano – dimostra l’inadeguatezza delle proposte avanzate dall’Amministratore Delegato Giuseppe Bono che non è minimamente interessato allo sviluppo industriale del Gruppo, quanto piuttosto al suo smantellamento in nome della competizione e del mercato. Se non è in grado di assicurare il rilancio e lo sviluppo dei cantieri liguri riteniamo che l’unica via percorribile siano le dimissioni».

«In questa fase delicata – proseguono Benzi e Rossi – è necessario investire sul futuro della cantieristica e sulla difesa dei diritti dei lavoratori, attraverso commesse pubbliche e intervenendo per l’ammodernamento dei cantieri, a partire dal ribaltamento a mare di Sestri Ponente e l’attuazione di un nuovo piano industriale che preveda una diversificazione dell’offerta: non solo navi da crociera e militari, ma anche traghetti e navi off shore. Solo così si può pensare di rispondere ai bisogni reali del settore, dando vita ad una programmazione economica che, invece di privatizzare, utilizzi le aziende pubbliche per “fare sistema” in una logica di sostegno reciproco.»

Piredda (IDV), Benzi (Fed. Sin.) e Rossi (SEL)