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Fincantieri: commenti e reazioni del mondo politico ligure

Genova. Dopo l’annuncio del ritiro del piano industriale di Fincantieri, sonoa arrivate reazioni e commenti da tutto l’establishment genovese e ligure.

“Con i Consiglieri Regionali Roberto Bagnasco e Gino Garibaldi e con i Sindaci di Casarza Ligure Claudio Muzio e di Moneglia Claudio Magro esprimiamo soddisfazione per il risultato raggiunto nell’incontro tra Forse Sociali, Azienda e Governo” ha dichiarato il Coordinatore ligure del PdL Onorevole Michele Scandroglio. “Appare evidente che la presenza del Governo sia stata determinante per il ritiro del piano. Ribadiamo la necessità di dare una dimensione regionale alla problematica della cantieristica che, indubitabilmente, soffre a livello internazionale di una crisi senza precedenti” ha concluso Scandroglio.

Anche il capogruppo Idv in Regione, Nicolò Scialfa , auspica “che le forze al Governo diano un chiaro e netto segnale in difesa del lavoro e della cantieristica, essendo Fincantieri un’azienda il cui azionista di maggioranza è proprio il Ministero dell’Economia. Quest’oggi a Roma mi sono trovato al fianco di molti esponenti del centro-destra: non posso che rallegrarmi di ciò, invitando però i colleghi “padani” più agguerriti a far sentire la propria voce anche nelle sedi opportune, perché i tempi dei partiti di lotta e di governo sono finiti”.

Pienamente soddisfatti dell’esito della riunione che ha portato al ritiro del Piano Industriale, anche Lorenzo Pellerano e Aldo Siri, consiglieri regionali Lista Biasotti, “Un piano redatto esclusivamente dall’azienda, senza il minimo coinvolgimento del Governo. Per questo abbiamo apprezzato l’azione del Ministro ed ancora di più le sue parole, con cui ha rimarcato che, finché non ci saranno scelte condivise tra Governo, Azienda e Sindacati, non verrà portata avanti nessuna azione nei confronti dei cantieri di Riva Trigoso e di Sestri Ponente”.

Il segretario regionale PRC/FdS ligure Sergio Olivieri, presente alla manifestazione odierna dei lavoratori Fincantieri a Roma ha sottolineato che “la lotta non finisce certamente qui: nessun cantiere deve essere ridimensionato, nessun lavoratore deve perdere il lavoro. Occorre un piano di rilancio e svciluppo della cantieristica che vada in senso opposto a ciò che è stato proposto fino ad ora. La lotta di Fincantieri non rappresenta solo sacrosanta tutela dell’occupazione, ma simboleggia la difesa del tessuto produttivo industriale, quindi una battaglia delle nostre comunità e dei nostri territori”.

Un accenno polemico sul mancato invito alle forze politiche al vertice è arrivato da Gabriella Mondello, parlamentare Udc: “Nonostante il trattamento ricevuto – afferma la Mondello presente nel corteo – la manifestazione si è svolta civilmente. Fincantieri e il Governo non hanno potuto fare altro che prendere atto di come le scelte importanti che riguardano il futuro della cantieristica nel nostro Paese devono essere condivise da tutti”.

Anche Matteo Rossi, consigliere regionale Sel, pone l’accento sul “grande senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali” dimostrato oggi, nonostante la confusione dovuta alla deviazione del convoglio dei lavoratori a Roma Ostiense. “Dopo ore di treno e sotto il sole cocente, i lavoratori, cui va reso il merito di una grande pazienza, non sono caduti nella provocazione di un Governo che non è in grado di affrontare la situazione, e che ha più volte dimostrato di essere in balia degli eventi e di non essere capace di una linea precisa”. Così come secondo il consigliere “alcuni colleghi della Lega dovrebbero scendere in piazza per un piano industriale che riguarda il futuro di tutto il Paese e non solo della Liguria”.

“Non dobbiamo dormire sugli allori – afferma poi l’assessore Boitano – è giunto il momento di attuare subito quel tavolo di concertazione tra tutti i soggetti interessati più volte auspicato dal presidente della giunta regionale Burlando al fine di affrontare la crisi con pragmatismo e rilanciare la cantieristica che è nata proprio in Liguria”.

L’invito a non abbassare la guardia arriva anche dall’eurodeputato Pd ed ex sindacalista, Sergio Cofferati: “La notizia del ritiro del piano industriale da parte di Fincantieri va accolta con favore, ma va detto con chiarezza che la decisione presa dall’azienda rende oggi ancora più evidente il vuoto di iniziativa che ha fin qui caratterizzato l’azione del governo in materia di politiche industriali. Se chi ne aveva il compito si fosse assunto per tempo le proprie responsabilità oggi non saremmo a questo punto”. Afferma Sergio Cofferati con il collega Andrea Cozzolino.

Una “grande vittoria popolare”. Hanno dichiarato i colleghi parlamentari Pd, Roberta Pinotti e Mario Tullo e i segretari Lorenzo Basso e Victor Rasetto, di ritorno dalla manifestazione dei lavoratori di Fincantieri a Roma. “E’ grazie alla grande mobilitazione dei lavoratori, di tutte le parti sociali e delle città, liguri e italiane interessate dalla cantieristica, che è stato possibile raggiungere questo primo importante risultato”.

I vertici liguri del Pd commentano così la decisione di Fincantieri di ritirare il piano industriale. “Quello proposto non era un piano – aggiunge – ma il certificato di morte della cantieristica italiana. Il risultato odierno è la dimostrazione che quando il territorio è unito si portano a casa risultati importanti”.