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Fincantieri, Burlando: “I grandi manager a volte sbagliano, i cantieri hanno un futuro”

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Regione. “Il ribaltamento a mare va fatto subito”. Con queste parole è incominciato il discorso del governatore della Liguria Claudio Burlando durante il consiglio regionale di questa mattina. “Va fatto, ma mentre il cantiere continua a lavorare, o meglio mentre una parte del cantiere continua a lavorare. Tra l’altro, quest’opera comporta anche una diminuzione di spazi per Eni, che quindi deve fare una boa e nulla vieta che questa possa essere fatta proprio nei cantieri liguri, costituendo una prima commessa, come lo stesso ribaltamento potrebbe essere una commessa – continua Burlando – E’ evidente che la crisi c’è e che bisogna trovare anche soluzioni transitorie. La cosa certa, però, è che bisogna difendere il cantiere si Sestri, così come quello di Riva Trigoso per la parte inerente le costruzioni”.

“L’obiettivo principale è quello di avere nuove navi da costruire, fermo restando la fase di criticità del mercato che nel frattempo obbliga a mettere in piedi tutte quelle possibilità transitorie che lo stesso mercato offre – dice il prediente – Dobbiamo trovare nuovi armatori, che forse potrebbero essere attratti dalle buone condizioni che un cantiere in difficoltà potrebbe decidere di fare”.

Burlando confronta la situazione attuale con quella di alcuni giorni fa. “L’ultima riunione ha aperto scenari nuovi e sono state fondamentali anche tutte le azioni messe in atto dai vari soggetti coinvolti e non solo, che hanno sicuramente attirato l’attenzione – spiega – tant’é vero che il tavolo che si è andato a costituire è regionale e quindi è ovvio che sia mirato a tenere aperte le attività produttive”.

Secondo il governatore il futuro di Riva Trigoso è meno a rischio rispetto a quello di Sestri Ponente. “Attualmente sta costruendo 4 navi e una quinta è in arrivo. L’operazione di fusione dei due cantieri, quindi, ha un medio lungo periodo. Penso che si possano integrare sempre più i cantieri e magari avere un unico gruppo dirigente, però è fondamentale che il Tigullio mantenga un suo presidio, anche come attività cantieristica”.

Ricordando la crisi degli anni ’80: “30 anni fa Sestri venne dato per finito e invece ha fatto tante delle navi da crociera che oggi vediamo in navigazione perché evidentemente anche i grandi manager si possono sbagliare”.

E infine, ecco la conclusione di Burlando: “Purtroppo non abbiamo ancora vinto niente perché la crisi produttiva c’è – dichiara – però abbiamo messo insieme una forza compatta tra istituzioni, sindacati, commercianti e categorie varie, che forse ha fatto capire all’azienda che non si passava”.