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Esami di maturità al sicuro: parte la campagna della polizia delle comunicazioni

Conto alla rovescia per l’esame più temuto della vita; quello di Maturità. Come sempre, in questo periodo, parte la caccia sul web alla ricerca delle possibili tracce d’esame e proprio per contrastare le classiche leggende metropolitane, oggi parte anche la campagna della polizia per la ‘maturita’ al sicurò.

Per il terzo anno consecutivo, infatti, la polizia delle comunicazioni avvia la campagna di sensibilizzazione rivolta ai maturandi contro “bufale e leggende metropolitane” sulle anticipazioni delle tracce d’esame e per incoraggiare i giovani al rispetto delle regole.

Gli operatori del commissariato di P.S. online, l’ufficio virtuale della polizia delle Comunicazioni, saranno, dunque, a disposizione dei maturandi per rispondere a tutti i loro quesiti e dubbi sulle informazioni che circolano in rete nelle ore immediatamente precedenti la prima prova d’esame. Ogni anno in occasione della Maturità, infatti, si rincorrono puntualmente voci incontrollate sulle anticipazioni delle tracce ministeriali provenienti da Internet. Ed ogni anno si diffondono le consuete leggende metropolitane secondo cui sarebbe possibile venire a conoscenza dei compiti d’esame prima della fatidica apertura delle buste provenienti dal Ministero dell’Istruzione.

Leggende che, spiega la polizia, assumono il carattere di certezza per molti ragazzi che perdono ore intere in Rete alla ricerca di anticipazioni sulle tracce. La campagna “Maturità al sicuro” vuole debellare il fenomeno ed evitare che gli studenti, oltre a perdere del tempo prezioso, possano anche rimetterci denaro alla ricerca della soffiata giusta. L’iniziativa “antibufale” si serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi di sensibilizzazione, ed è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame.

L’obiettivo finale – dice la Polizia – è evitare che i ragazzi passino la notte che precede l’esame perdendo il proprio tempo sulla rete nella speranza di conoscere le tracce con qualche ora di anticipo.