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Entella, dibattito in Provincia: “Avanti con il progetto cercando soluzioni condivise”

Genova.La Provincia conferma la volontà di realizzare le opere di mitigazione delle piene dell’Entella, nel tratto terminale del fiume che scorre tra Chiavari e Lavagna, in sponda sinistra tra il ponte della Maddalena e la foce, per ridurre il rischio di allagamenti e di alluvioni. Lo ha ribadito ieri l’assessore alla pianificazione di bacino Paolo Perfigli, titolare della pratica, a margine del consiglio provinciale, anticipando il suo intervento di replica, che farà in una prossima seduta, a una mozione sull’argomento presentata dai consiglieri di opposizione, e chi il consiglio ieri ha iniziato a discutere.

La mozione, che ha come primo firmatario il consigliere Pdl Mario Maggi, residente proprio a Lavagna, ma è stata sottoscritta anche da Barsotti, Oliveri, Rotunno, Vaccarezza, Bianchini e Farina, riprende alcune delle note critiche al progetto, stigmatizzando in particolare il suo impatto ambientale e la sua scarsa utilità, e chiedendone una profonda revisione. In particolare i firmatari, facendosi portavoce delle critiche e richieste del territorio, invocano di dare la priorità alla pulizia del letto del fiume, non solo a valle ma soprattutto a monte, per evitare il formarsi delle piene.

“Il problema delle piene e del rischio di allagamenti e alluvioni – ha affermato Maggi – non si risolve a valle con un’opera ciclopica, ma a monte, prendendosi cura dell’intero bacino del fiume, come si faceva anticamente, pulendo l’alveo, regolamentando l’immissione degli affluenti, magari ricreando aree golenali che smorzino la corsa delle acque. Quello che serve è un intervento complessivo”.

La seduta di ieri, dopo una lunga discussione ricca di articolati interventi, si è conclusa, prima della replica dell’assessore e del voto sulla mozione dell’opposizione (che slittano come detto a un prossimo consiglio) con l’approvazione a maggioranza di un ordine del giorno presentato dai consiglieri di centrosinistra (prima firmataria Sonia Zarino), che ha sintetizzato l’esigenza di realizzare l’opera con quella di ascoltare il territorio al fine di mitigarne l’impatto.

L’odg, passato con 7 sì dei consiglieri di maggioranza e 6 astensioni di quelli di minoranza (il verde Spanò è uscito dall’aula al momento del voto) impegna la giunta a portare avanti il progetto “prendendo in attenta considerazione le opportune e corrette osservazioni e proposte, ricercando soluzioni condivise”, purché coerenti con le leggi e i parametri vigenti, specificamente quelli relativi alle specifiche caratteristiche del bacino dell’Entella. Inoltre il documento chiede alla giunta di verificare le eventuali modifiche legislative che possano interessare un intervento come quello sull’area dell’Entella, realizzando la manutenzione dell’alveo nel rispetto della disciplina del Sic (sito di interesse comunitario), e infine di chiedere al governo ulteriori finanziamenti per complettare le opere volte alla sicurezze idraulica e infrastrutturazione del bacino dell’Entella.

Un secondo ordine del giorno, presentato dal consigliere della Lista Biasotti Massimo Pernigotti, sarà discusso e votato in apertura della prossima seduta.

“E’ giusto – ha dichiarato la consigliera Zarino – ascoltare il territorio e sulla base del contributo dei residenti apportare al progetto tutte le migliorie possibili, ma l’opera va realizzata, evitando il rischio di perdere i finanziamenti già disponibili. Si tratta di 9,1 milioni di euro, di cui circa 8 del Ministero dell’ambiente e circa 1 della Regione. “Quanto a ulteriori interventi sull’intero bacino dell’Entella, in particolare a monte, in particolare la pulizia dell’alveo – ha concordato Zarino -, sono sicuramente utili, ma possono essere finanziati solo se prima si realizzano le opere a valle già previste. Meglio fare un passo per volta che volere tutto e subito per poi ritrovarsi senza niente”.

“La scelta di realizzare gli argini a valle in sponda sinistra non è certo il frutto di improvvisazione – ha sottolineato ancora una volta l’assessore Perfigli – ma di una lunga e attenta fase di studio, effettuata dai nostri tecnici sulla base di rigorosi parametri e dati statistici sulle piene del fiume. L’opera va senz’altro realizzata, perché è utile, perché risponde in maniera adeguata alle leggi e perché abbandonarla significherebbe perdere completamente il finanziamento. Tuttavia ribadisco la piena disponibilità a introdurre nel progetto tutti i correttivi possibili per ridurne al minimo l’impatto sul paesaggio”.