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Crisi, sociologo De Masi: “Meno ore di lavoro significa più occupazione”

Genova. Tempo di crisi? La ricetta per uscirne, secondo il sociologo Domenico De Masi, comprenderebbe la riduzione degli orari di lavoro e la creazione di nuovi posti. “La crisi è dovuta alle banche che lucrano troppo sul denaro e anche ai vertici aziendali che lucrano troppo sul loro lavoro – ha detto Masi a Radio 19 commentando la preoccupazione di Confindustria sulla situazione del lavoro giovanile nel Bel Paese,espressa ieri dal presidente dei Giovani imprenditori, Jacopo Morelli.

“Quello che sta accadendo – ha sottolineato De Masi – era già stato previsto da noi sociologi e sta avvenendo via via secondo tempi che a mio avviso sono troppo lunghi. La cultura si è trasformata da analogica a digitale”.

“Gli italiani – ha continuato Masi –  in cento anni hanno aumentato il numero dei lavoratori, si è ridotta la quantità di lavoro di ben 200milioni di ore, producendo però 13 volte di più perché abbiamo l’aiuto dei computer, delle macchine ecc.”.

Secondo il sociologo la soluzione è molto semplice: “Ridurre l’orario di lavoro degli occupati e creare posti di lavoro per i disoccupati. Finora è stato fatto l’opposto: i genitori lavorano 10 ore al giorno per questa “follia” che io chiamo “overtime” e che ogni anno elimina 500 mila posti di lavoro. Riorganizzare quindi gli orari di lavoro in modo che ogni volta che entra in azienda un computer si riduca il corrispettivo dell’orari. Il problema – ha concluso – è che le banche continuano a lucrare, questo  èil   ‘cancro’ dell’economia post-industriale”.