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Container radioattivo di Voltri: la Provincia chiede denuclearizzazione del territorio

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Genova. Risolvere in tempi rapidi il problema del container radioattivo nel porto di Voltri, che staziona da 11 mesi su una banchina, isolato da transenne, e rende inutilizzabile la stessa banchina, con un potenziale pericolo per la salute dei cittadini e un danno economico alla società che gestisce il porto container, la Vte.

E’ quello che hanno chiesto, attraverso la convocazione di una seduta della 5° commissione consiliare ambiente, tutela del territorio e salute, alcuni consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, preoccupati per la situazione creatasi nell’estremo ponente della città sia sotto il profilo della salute pubblica sia sotto il profilo economico.

La discussione in commissione, nell’occasione presieduta dal suo vicepresidente Salvatore Fraccavento, è però andata al di là del tema specifico del container radioattivo, dal momento che la convocazione della seduta conteneva la richiesta di un intervento
generale, che prescinde dal container di Voltri, ovvero il “divieto di transito sul territorio provinciale di sostanze radioattive”, formula che si presta a una grande varietà di interpretazioni, in particolare in un momento politico di grande attenzione al tema dell’energia atomica, con il referendum del 12 e 13 giugno alle porte.

Ha introdotto la seduta l’assessore alle risorse ambientali Sebastiano Sciortino, che ha rovesciato il problerma dicendo che non si tratta solo di smaltire questo container, ma di impedire che in futuro arrivino sul territorio nuovi carichi radioattivi.

Angelo Spanò, capogruppo dei Verdi, ha fatto notare che un Paese che non riesce a smaltire un container che contiene una quantità di materiale radioattivo grande come una moneta non può pensare di installare sul proprio territorio centrali nucleari, e ha ricordato che il robot che doveva intervenire non è mai arrivato.

Stefano Ferretti, capogruppo dell’Idv, ha invece chiesto notizie sulla radioattività delle automobili importate dal Giappone, inoltre ha chiesto che le centraline della Provincia per il rilevamento degli inquinanti nell’aria rilevino anche i livelli di radioattività.

Simone Pedroni del Pd ha messo in guardia da istanze di denuclearizzazione tout court, perché l’uso del nucleare per esempio in campo medico-sanitario è utile e da tutelare.

Anche Mario Maggi del Pdl ha esortato a non dare un taglio ideologico alla questione, e a ragionare seriamente di politica energetica, senza preconcetti, perché produrre energia da combustibili fossili è più inquinante che produrla dall’atomo.

Renata Oliveri del Gruppo Misto, dopo aver detto che l’impasse al porto di Voltri sul container radioattivo è un vero problema, ha però aggiunto che sarebbe molto dispiaciuta se si volesse dare l’idea di una città ostile al nucleare, perché Genova dell’industria nucleare è la capitale italiana, e questa industria va difesa.

Maurizio Barsotti del Pdl ha minimizzato il problema di Voltri dicendo che il pericolo per la salute è nullo e che lo spostamento del container sarebbe facilmente realizzabile, ma manca la volontà politica perché si vuole creare un caso. Sui temi generali del nucleare, Barsotti si è detto convinto che non possano essere affrontati da persone senza competenza in materia, ma da commissioni tecniche di esperti e scienziati.

A fine seduta ha ripreso la parola l’assessore Sciortino, che sul container ha ricordato come la fase di stallo perduri a causa della mancanza di autorizzazioni governative alla partenza del contenitore contaminato, mentre sull’istanza di denuclearizzazione del territorio ha ricordato come si sia già da molto tempo dichiarata ‘denuclearizzata’ la città di Genova, e come quindi una dichiarazione di denuclearizzazione della Provincia uniformerebbe il territorio provinciale a quello del comune capoluogo nel divieto di costruire impianti di generazione di energia atomica.
Tuttavia Sciortino, che si è dichiarato antinuclearista convinto, ha
esortato a studiare la tecnologia nucleare, perché a Marsiglia si
stanno facendo studi molto avanzati finalizzati alla fusione fredda, e
l�Italia non dovrebbe stare a guardare.