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Conferenza Pd, Landini (Fiom) su crisi: “Governo inesistente, bisogna combattere la precarietà” foto

Genova. “Mi pare che la crisi sia diffusa in tutta Italia perché il problema è che abbiamo un Governo totalmente assente e la mancanza di una politica industriale degna di questo nome. Occorre un intervento pubblico che orienti gli investimenti, perché altrimenti da questa crisi non si esce”. A parlare è il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, oggi a Genova per la conferenza sul Lavoro del Pd.

“In più penso che il pronunciamento sul referendum di questi giorni sia un pronunciamento che non riguardi solo le leggi fatte dal Governo, ma entri nel merito di questioni che riguardano il modello di sviluppo di questo paese.Per uscire da questa crisi, secondo me, non c’è solo il problema della crescita dei consumi, ma il problema di quali beni comuni e servizi bisogna difendere e allo stesso tempo di ripensare alle energie. Questi sono i terreni su cui svilupparsi”, continua il segretario.

“Se penso a Fincantieri, ad esempio, tutto il terreno della mobilità, di come si spostano le persone, le merci, di come si costruisce anche il territorio, questo è l’oggetto della questione. Uscire dalla crisi vuol dire avere idee di questi problemi, ma oggi il Governo non c’è e mi sembra che anche la Confindustria continui sulla stessa linea che ha portato solo alla crisi – spiega Landini – Se si pensa di competere riducendo i salari, i diritti e precarizzando, e addirittura, come dice la Fiat, non applicando la legge o uscendo dai contratti nazionali, si sbaglia proprio tutto. Io credo sia una strada non accettabiloe che non affronta i nodi della crisi”.

“La nostra battaglia per innovare il lavoro rimane sempre più confermata. Il problema è uscire dalla precarietà, affrontandola radicalmente. Non c’è bisogno di trenta rapporti di lavoro, perché in Italia, quando ce ne sono quattro, confermando quello a tempo indeterminato, è più che sufficiente. C’è bisogno di una riforma fiscale per ripensare anche a un sistema di sostegno al reddito. In Europa queste cose esistono e invece qua siamo nella situazione in cui i figli di operai non possono andare a scuola perché non hanno i soldi – conclude – Dobbiamo ragionare su come uscire dalla precarietà e come investire su scuola e ricerca. Abbiamo visto in che disastro ci hanno condotto le idee che descrivono bella la flessibilità, ma ora non possiamo credere che chi ha creato la crisi ci racconti come uscirne. Bisogna proprio cambiare modello, basandolo su due punti di fondo: la precarietà non più accettabile e una redistribuzione della ricchezza”.