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Conferenza Pd, Ichino: “Il mio è solo un contributo, non volto a dividere”

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Genova. Il mio è “solo un contributo all’elaborazione del partito che deve saper realizzare l’unità tra persone che la pensano diversamente ma che al momento del voto sanno essere uniti”. Così il senatore del Pd e giuslavorista Pietro Ichino, nel suo atteso intervento alla Conferenza Nazionale del Pd, cerca di smorzare le polemiche della vigilia, quando all’annuncio di un suo documento diverso dalla linea Fassina, aveva scatenato malumori e dissidi tra le fila del Pd.

“Il partito – ha aggiunto Ichino – ha bisogno di qualcuno che si preoccupi un po’ meno del consenso immediato, della popolarità e praticabilità politica di una proposta. Un grande partito come il nostro deve saper mettere in comunicazione il consenso dell’oggi con quello del domani”. Anche perché sul dualismo del mercato del lavoro “é probabile che ci troveremo a breve di fronte ad una stretta che ci costringerà ad una riflessione sulla riscrittura del nostro diritto del lavoro. Oggi- ha sottolineato – questo ha perso completamente la sua capaictà di applicarsi a tutta la platea di lavoratori, ha perso la vocazione all’universalità”.

Secondo Ichino sarebbero “sbagliati quegli accenti di fastidio che ho pecepito tra alcuni alla notizia che avrei presentato un documento come contributo all’elaborazione di questa assemblea sul lavoro e relazioni industriali”.

“Non ho la pretesa che questo contributo sia fatto proprio, oggi, dal partito: ma so che sono idee condivise da una larga minoranza del nostro partito” ha detto riferendosi al fatto che Veltroni, Chiamparino e Marino hanno preferito non firmare il suo documento. “E non perché non siano d’accordo, ma proprio per sottolineare che non si tratta di un documento volto a dividere”.