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Cinipide del castagno, Conti (FdS): “Epidemia allarmante, finanziamenti anche per il futuro”

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Regione. “Il Cinipide sta mettendo in pericolo i castagneti, la diffusione dell’epidemia ormai ha raggiunto livelli allarmanti. Negli ultimi mesi sono stati effettuati lanci di Torymus sinensis, un insetto antagonista che si ciba del parassita. Per arrivare ad una soluzione del problema saranno necessari anni: mi auguro che i finanziamenti per i lanci non vengano sospesi”. Giacomo Conti, consigliere regionale Federazione della Sinistra e membro dell’ufficio di presidenza, ha depositato una interrogazione a risposta immediata che verrà discussa nel prossima consiglio regionale, in programma giovedì 23 giugno.

Al centro della questione, la diffusione del parassita di origine orientale che sta mettendo in ginocchio i castagneti dell’entroterra: “I lanci – aggiunge Conti – sono stati effettuati dal Divapra (Dipartimento di valorizzazione e protezione delle risorse agroforestali) di Torino, ma non si sa ancora quanti siano stati e quali zone siano state coperte. In più, la convenzione col Divapra sta per scadere e non si sa se verrà rinnovata. Chiedo all’assessore Barbagallo chiarezza sui lanci effettuati e soprattutto sulle iniziative future”.
Oltre all’allarme ambientale, esiste un problema di ordine economico: “L’infestazione del Cinipide sta creando preoccupazione tra gli agricoltori – precisa Conti -. In questi ultimi anni sono stati attivati molti interventi per il recupero di castagneti abbandonati e per sviluppare percorsi di filiera legati alla produzione della farina di castagne, consentendo tra l’altro la costituzione della Strada del Castagno della Provincia di Genova, opera della vicepresidente Marina Dondero”.

Il tutto in un’ottica di tutela del paesaggio, presidio del territorio e produzione agricola di qualità, funzionale anche alla promozione del territorio stesso. Iniziative che rischiano di essere compromesse dall’infezione: “Le altre regioni interessate dal problema – conclude Conti – stanno continuando a programmare i lanci dell’insetto antagonista per aumentare la sua presenza nei castagneti. Mi auguro che la Regione Liguria voglia fare lo stesso: interrompere oggi il contrasto all’epidemia significa compromettere il lavoro svolto fino ad adesso. Quello che sta succedendo rischia di compromettere un’economia già fragile che aveva comunque trovato risorse e volontà per riattivare una produzione da sempre legata al nostro entroterra”.