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Chiavari, maxi evasione su compravendita immobiliare: recuperati 5 mln di euro

Chiavari. La guardia di finanza chiavarese, nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi evasione fiscale nel settore immobiliare scoperta nelle scorso mese di febbraio, è riuscita a recuperare nuove somme di denaro. Grazie alle verifiche incrociate su numerosi conti correnti, infatti, è stato possibile recuperare a tassazione oltre 1 milione e 600 mila euro e un’ imposta sul valore aggiunto di quasi 150 mila euro.

L’operazione era scattata nello scorso febbraio con la denuncia di un imprenditore per omessa presentazioni delle dichiarazioni dei redditi dal 2006 al 2009 e ha permesso permesso di recuperare a tassazione una somma totale di circa 5 milioni di euro. La società immobiliare in questione, operante nel Tigullio, faceva parte dell’elenco dei 65 clienti evasori totali scoperti nel corso dell’attività di verifica fiscale eseguita nei confronti di un commercialista, a sua volta risultato evasore totale.

Il rappresentante legale della società, oltre a non aver istituito le scritture contabili obbligatorie previste dalla normativa fiscale, non aveva provveduto a presentare le dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva e dell’Irap, per gli anni dal 2006 al 2009, occultando al fisco ricavi per euro 3.201.234 e un’imposta sul valore aggiunto pari a euro 639.314.

I Finanzieri hanno potuto ricostruire il reale volume di affari conseguito dalla società di capitali sia attraverso la frammentaria documentazione contabile ed extra-contabile acquisita all’atto dell’intervento presso la sede della società non più operativa (fatture attive, preventivi, preliminari di vendita ecc.), sia grazie ai numerosi controlli incrociati eseguiti nei confronti dei clienti.

La società era stata appositamente costituita per la progettazione e realizzazione di box interrati; a tale fine erano stati contattati numerosi clienti i quali, a seguito della sottoscrizione di contratti preliminari, avevano versato cospicui acconti per finanziare la realizzazione dei box. Successivamente, alla fine del 2010, la società aveva dichiarato fallimento non essendo più in grado di gestire la prosecuzione delle opere già avviate.