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Ceranesi, il sindaco Calorio: “Poche risorse, dovremo tagliare i costi fissi”

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Ceranesi. Molti credono che il Comune di Ceranesi sia il più esteso di Italia, perché questo è quello che la leggenda narra, ma in realtà non è così, anche se risulta essere uno dei più ampi della nostra penisola. “A fronte di un grande territorio abbiamo una popolazione scarsa (circa 4 mila abitanti) e questo, se è un vantaggio per quanto riguarda la qualità della vita, è uno svantaggio dell’altro lato, cioè per quello che riguarda la presenza di imprese”. A parlare è il sindaco Omar Calorio, che descrive le caratteristiche del suo comune, sia quelle positive che negative.

“Non riusciamo ad avere le risorse necessarie per realizzare tutto quello che dovremmo. Anche la semplice asfaltatura di una strada, l’estensione dell’acquedotto o il ripristino di una frana diventano difficili – continua il primo cittadino – Dobbiamo ripensare a una riorganizzazione del comune e per noi purtroppo, arrivati a questi punti, significa effettuare tagli sui costi fissi, cioè sul personale. Abbiamo già tagliato tutto il possibile, dai contributi per le feste ai nostri stipendi. Da tempo, infatti, noi amministratori stiamo lavorando gratuitamente e questo ci consente di realizzare qualche piccola opera pubblica. Ovviamente non potevamo tagliare i servizi sociali e i contributi alle scuole”.

Se queste sono criticità non da poco, dall’altro lato la qualità della vita a Ceranesi, classico comune di confine tra Liguria e Piemonte, è invidiabile. “Rispetto al capoluogo o ad altre grandi città la frenesia è molto minore e il rapporto tra amministratori comunali e popolazione è diretto – continua Calorio – non è da sottovalutare la maggior fratellanza fra le persone, meno tasse e meno parcheggi e pagamento”.

Parlando di Anci Liguria, il sindaco afferma: “Precedentemente non ero particolarmente soddisfatto, ma poco più di un anno fa sono entrato nel direttivo nazionale Anci e mi sono reso conto che l’impegno sta crescendo – conclude Calorio – Anci la costituiamo noi amministratori e quindi dovremo impegnarci ancora di più per far diventare questo strumento davvero efficace”.