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Carcere Pontedecimo, Uil Penitenziari: “Nella verdura cotta un moscone e terriccio”

Pontedecimo. Segretario Regionale UIL PenitenziariIeri sera, nel corso della cena alla mensa ordinaria di servizio alla Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, una agente di polizia penitenziaria ha rinvenuto nella verdura cotta un moscone e del terriccio.

“La malcapitata si è accorta degli indigesti companatici solo dopo averli masticati sebbene prima di deglutirli. Ovviamente l’accaduto ha determinato complicazioni fisiche per la poliziotta che durante tutto il turno di servizio è stata afflitta da conati di vomito – spiega Fabio Pagani, segretario regionale Uil Penitenziari – Oltre all’inadeguatezza nel confezionamento dei pasti, occorre segnalare un’altra criticità nella Casa Circondariale di Pontedecimo : l’assenza di qualsiasi presidio medico dalle 18 alle 7. L’assenza del medico di guardia, infatti, non ha permesso all’agente i dovuti controlli e la somministrazione di una terapia adeguata”.

“Questa grave lacuna non solo non garantisce soccorsi primari al personale, quanto determina un concreto rischio per i circa 180 detenuti (euomini e donne + 2 bambini ) ristretti nell’istituto – continua – Da tempo la Uil Penitenziari ha segnalato ai vertici dell’amministrazione penitenziaria regionale alcune criticità relative alle Mense Ordinarie di Servizio: insalubrità dei locali, igiene e qualità degli alimenti. A ciò si coniuga anche una non puntuale osservanza dei capitolati di appalto da parte della ditta che si è aggiudicata la preparazione dei pasti in tutte le mense”.

“Oltre al sovraffollamento e alle carenze organiche, quindi, i baschi blu debbono preoccuparsi anche della propria salute e dei pasti che consumano all’interno delle mense – conclude – Sullo specifico episodio non mancheremo di inoltrare una segnalazione al Nas e non escludiamo di invitare il personale di polizia penitenziaria in servizio a Pontedecimo di astenersi dalla mensa , con modalità che possano determinare ricadute economiche nei confronti della ditta appaltatrice”.