Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Carcere: detenuti volontari puliscono boschi a Chiavari e Lavagna

Genova. Fuori dalle mura del carcere per tutelare l’ambiente e il territorio e svolgere un’importante funzione sociale per la comunità. E’ l’impegno, volontario, di un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Chiavari per la pulizia e la manutenzione delle zone boschive nei territori dei Comuni di Chiavari e Lavagna.

Il progetto di lavori socialmente utili nasce dalla collaborazione tra la
Direzione del penitenziario del Tigullio, il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, l’assessorato alle Carceri della Provincia di Genova e i Comuni interessati. “L’iniziativa promossa dalla dottoressa Penco, direttore della Casa Circondariale di Chiavari – dice l’assessora provinciale Milò Bertolotto – è meritoria e molto positiva, sia per le ricadute concrete sul territorio sia per il contributo che può offrire nel superare vecchi e deteriori stereotipi e luoghi comuni sull’immagine delle persone recluse. Per questo condividiamo gli obiettivi del progetto e come già accade per numerose attività
trattamentali, di opportunità formative e prospettive per il reinserimento sociale e occupazionale che si realizzano grazie alla sensibilità della direzione del carcere e alla piena collaborazione della Polizia Penitenziaria e delle persone detenute, vi partecipiamo con molta convinzione”.

La Provincia, in particolare, fornisce il contributo per i pasti dei detenuti impegnati in questi lavori socialmente utili all’esterno del carcere e i due Comuni la loro copertura assicurativa. “Il progetto – dice il direttore della Casa
Circondariale Paola Penco – è frutto di una preziosa collaborazione tra più istituzioni e realizza un servizio di particolare rilievo ambientale e sociale in sei giornate di pulizia delle zone boschive a Chiavari (dal 15 al 17 giugno) e a Lavagna (dal 22 al 24 giugno), impegnando un gruppo di persone ristrette del nostro carcere e affidando le attività di direzione, coordinamento e sorveglianza alla Polizia Penitenziaria e al Corpo Forestale dello Stato”.