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Calcioscommesse, Genoa e Samp nel mirino della procura: speranze e paure

Genova. Uno stillicidio di informazioni che sembra quasi creato ad arte. Si è partiti dalla catena più bassa del professionismo, coinvolgendo un buffo e maldestro portiere cremonese e si è saliti sempre più in alto, prima l’Atalanta, poi il Siena, un incidente di percorso su De Rossi giusto da lasciare aperta la percezione che anche la serie A potesse essere coinvolta.

Prima di entrare a gamba tesa sulla serie A si è parlato di un’inchiesta parallela, che indaga su scommesse e malavita organizzata (camorra) che coinvolge squadre del sud (tra cui Napoli, Salernitana, Crotone e Real Marcianise).

Infine la serie A.

Cinque le squadre coinvolte, si diceva fin da ieri. Tra queste anche il Genoa: squadra dalle risorse solide, società che paga regolarmente gli stipendi, che aveva il settimo tetto stipendi della serie A. Insomma, bisognerà capire in che modo e a che titolo il Genoa è coinvolto, per quanto il ruolo del Grifone sembra solo considerato a latere, perché nel percorso di squadre cui la posizione sembrerebbe molto più compromessa (è d’obbligo continuare a usare il condizionale anche per le notizie più ratificate, quelle derivanti dagli interrogatori già verbalizzati e nelle mani degli inquirenti).

Non si ci riferiamo a Roma e Fiorentina, ma alle altre due squadre Cagliari e Lecce. Non è un caso che lo stesso Preziosi usi la parola millanteria non solo per il suo Grifone, ma anche per la stessa Roma.

La parabola discendente del Cagliari è stata evidente e per questo sospetta, ricordando molto quella del Bologna che già nei giorni scorsi era stato tirato in ballo nel cortocircuito delle voci (il riferimento era alla partita con il Chievo). Poi il Lecce che si è salvato con una risalita altrettanto sorprendete, con grandi risultati spesso a sorpresa. Tra gli altri proprio un pareggio sul finale ottenuto contro il Cagliari.

È lecito a questo punto pensare se i tifosi blucerchiati possano sperare in un ripescaggio. Edoardo Garrone è stato irremovibile:”Il nostro calciomercato sarà improntato alla b”. E forse tutti i torti non li ha.

Il movimento è talmente grosso, trasversale, sfumato, che viene davvero difficile anticipare qualsiasi decisione possa prendere la Figc. Nel 2006, in condizioni differenti, fu punita solo la squadra che appariva più compromessa, cioè la Juve. Tutte salvate le altre: Milan (che l’anno successivo vinse la Champions), Fiorentina, Lazio (a cui furono tolti giusto i punti per arrivare un piccolo passo sopra la salvezza e la permanenza in A).

In questo bailamme ci sono moltissime squadre, e moltissime persone fisiche, ben più che compromesse di qualsiasi afferente alla serie A. Certo bisogna aspettare anche cosa esca dagli interrogatori e dalle intercettazioni, e cosa il procuratore Palazzi della Figc considererà come rilevante.

Molte delle partite prese in considerazione, compreso il pareggio tra Chievo e Samp, come d’altronde quello tra Cagliari e Lecce, più che partite messe a posto per il calcio scommesse, sono sembrati incontri addomesticati tra giocatori solidali. Insomma la tipica partita di fine stagione, come quella che ha fatto gettare dei sospetti dei tifosi genoani anche nei confronti del derby risolto da Boselli.

La sensazione è che l’urlo alla rivoluzione rimarrà un eco distante. Insomma tutto cambierà, basta non cambi nulla: il carrozzone è troppo prezioso per fare davvero piazza pulita.