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Calciomercato, Genoa: la questione non è El Sharawy

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Genova. Mentre le televisioni nazionali fin da ieri hanno celebrato con enfasi l’acquisto di El Sharawy da parte del Milan prelevato dal Genoa (6,5 milioni di euro per la comproprietà), le voci che filtrano dal pianeta rossoblù dicono che la trattativa non è ancora definita. Questione di dettagli, direbbero ad altre latitudini. Questioni di Genoa, deve dire chi vive a Genova e conosce e segue la squadra.

Le voci che filtrano, parlano infatti di un Preziosi arrabbiato tanto quanto lo sono parte dei tifosi genoani. Per lo stesso motivo, ma da angolazioni diverse: il primo chiede fiducia, i secondi non sanno fino a che punto riporla.

Anche da questo giornale lo abbiamo ripetuto più volte: se l’ultima stagione è stata esaltante, in parte ciò è stato dovuto alla vittoria nei due derby, con il gol di Boselli allo scadere del tempo che ha sostanzialmente decretato la retrocessione della Sampdoria. Però è certo che la stagione del quarto posto a pari merito con la Fiorentina è stata decisamente migliore in termini di gioco e di risultati.

I genoani e Preziosi sono legati da una rapporto combattutto e sincero: ma per chi era presente allo stadio, giusto per fare un esempio, durante la sciagurata gestione Scerni, può ben capire che il loro rapporto è quasi idilliaco.

Preziosi non si è mai risparmiato per il Genoa, istintivo e generoso. Talvolta umorale. Il Genoa è risalito dalla C fino alla serie A; con Gasperini, per anni ha offerto il miglior calcio del campionato italiano, il Ferraris è stato un fortino difficile da espugnare. Si sono alternati campioni scoperti dalla società, come quelli cui proprio il Genoa ha ridato lustro.

E adesso, perchè questi mugugni? Perchè ora queste critiche (che per ora assumono solo le sembianze di polemiche via web e nei bar)?

In gioco non c’è la permanenza di El Sharawy, giovane talentino del vivavio genoano, che ha fatto sì una buona stagione a Padova ma che se davvero la sua comproprietà venisse valutata dal Milan 6,5 milioni, rappresenta un’offerta difficile cui rinunciare. Non è neanche la cessione di Konko alla Lazio e le voci su Kucka sempre in direzione Milano.

La questione è legata al progetto Genoa: che Preziosi non si sia mai risparmiato, lo abbiamo già detto, che l’asticella è sempre stata posta di anno in anno più in alto, lo diciamo ora. Prima la promozione inB, poi in  A, poi la salvezza, poi l’Europa League, e adesso? Adesso, effettivamente, sembra che il modello di crescita continua, sia stato sostituito dal modello Udinese: sei la squadra di Pozzo scova talenti per il mondo, il Genoa fa per metà lo stesso lavoro e per l’altra cerca di curarli sin dal vivaio (Kucka e El Sharawy sono i due esempi lampanti).

E’ proprio questo che infastidisce i tifosi rossoblù: il modello Udinese sicuramente garantisce la Serie A – come giustamente rivendica e promette Preziosi – ma è una giostra di alti e bassi, non significa un progressivo miglioramento di anno in anno. Non significa programmazione per migliorarsi, per avere obiettivi di classifica che vadano al di là della pur ottima “parte destra della classifica”. C’è un altro aspetto, poi. Il ruolo ancillare nei confronti delle milanesi: da Milito e Thiago Motta, arrivando fino a Boateng. L’Udinese venda al miglior offerente a livello globale, il Joker spesso sembra fermarsi sotto la madonnina, talvolta con ottimi affari, altre volte meno.

I tifosi genoani, insomma, in questo momento stanno difendendo il loro diritto di continuare a sognare e la loro voglia di mantenere il Genoa solido e lontano da qualsiasi idea di colonia milanese.