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Associazioni consumatori in piazza contro Amt: “Ridurre le tariffe non i servizi” foto

Genova. “Questo piano va ritirato, non si può aspettare un minuto di più”. Il piano “scellerato” di Amt, con il nuovo orario estivo che ha falciato linee e numero di corse, ha ricompattato il variagato mondo delle associazioni dei consumatori locali che, sul piede di guerra già da alcuni mesi, hanno deciso di passare all’attacco, convocando una manifestazione pubblica nel cuore simbolico di Genova, mercoledì 22 alle 17.30 in Piazza De Ferrari, e in piazza Guglielmetti, alla volta della Direzione Amt. In mattinata, invece, presidi e volantinaggi in tutti i quartieri dalle 8 a 12.

Alla protesta, a cui aderiscono tutte le sigle dei consumatori, sono invitati anche tutti i cittadini. Diverse le rimostranze portate avanti dai rappresentanti dei consumatori: dalla mancata trasparenza a una seria politica lungimirante. “Conosciamo tutti gli stipendi dei manager delle amministrazioni, ma non sappiamo nulla di quelli Amt – spiega Furio Truzzi, Assoutenti – ci viene il dubbio che gli aumenti siano serviti solo a ridurre i servizi”.

Truzzi rivendica anche un maggior ascolto delle associazioni al tavolo della “trattativa”. “Dovremmo essere investiti di un ruolo serio, dovrebbero ascoltarci molto di più”, perché, spiega “i sacrifici si possono fare, ma con intelligenza. Ad esempio – è il suggerimento finale di Truzzi – esistono sistemi per reperire soldi: un’agenzia unica per il trasporto pubblico locale, consentirebbe perlomeno meno consigli d’amministrazione e quindi meno sprechi”.

“Amt è riuscita ad unificare tutte le associazioni dei consumatori nonostante le differenze – sottolinea Silvio Fassone, vicepresidente Federconsumatori – Ma il problema del trasporto pubblico è serio e le responsabilità molteplici: da una parte il Governo e la mannaia dei tagli, dall’altra l’amministrazione comunale che comunque deve investire di più per garantire un trasporto degno alla collettività”.

Le rivendicazioni degli utenti puntano il dito contro l’aumento delle tariffe, a cui non è corrisposto un altrettanto innalzamento del livello di servizio erogato. “Il meccanismo delle tariffe pubbliche sul trasporto va rivisto – conclude Fassone – ma andando più sul concreto è necessario rivedere anche il piano Amt, i cittadini che abitano in collina sono oltremodo penalizzati e si sentono sempre più emarginati”.