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Amt, al via il referendum: lavoratori al voto per confermare l’accordo

Genova. Dopo una trattativa estenuante, durata mesi, l’accordo tra Amt e i sindacati è al banco di prova finale: archiviata l’assemblea generale convocata stasera alle 20 nei locali del Cap di San Benigno, domani mattina alle 4 inizierà il referendum.

I circa 2 mila lavoratori di tutti gli impianti aziendali Amt, dalle 4 alle 22, saranno chiamati “alle urne” per decidere se confermare o meno l’accordo siglato dalle rappresentanze sindacali il 7 giugno. Mercoledì le consultazioni avverranno invece dalle 4 alle 15. Chiusi i seggi, alle 15.30, si procederà con lo spoglio nei locali del Cral di via Ruspoli. In serata l’esito delle urne confermerà la bontà dell’accordo oppure, in caso contrario, salterà il banco. “Confidiamo che l’esito sia positivo – commenta Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – i punti dell’intesa riguardano tutto il personale”.

Tra l’accompagnamento alla pensione che, grazie al fondino regionale, permetterà ai 220 pre-pensionati di non perdere il salario, e l’accordo con il Comune che ha promesso la stessa cifra dello scorso anno per il contratto di servizio, i presupposti per una conferma sembrano esserci. Gli unici che resteranno comunque insoddisfatti sono gli utenti, alle prese da domani con i correttivi apportati dall’azienda al nuovo orario estivo.

“I correttivi servono, viste le forti ripercussioni sui cittadini, ma sono soluzioni tampone, stiamo comunque parlando di tagli” sottolinea il sindacalista. E le conseguenze saranno ancora più drammatiche finita l’estate, con il ritorno a scuola degli studenti e la ripresa di importanti flussi lavorativi. “Vedremo se ci sarà un’attenta e maggiore valutazione sulla manovra invernale”, chiosa Cannavacciuolo. I sindacati infatti hanno sempre lamentato una scarsa attenzione dell’azienda sulla questione monitoraggio. “Nell’accordo abbiamo chiesto che venga effettuato non solo da Amt, ma congiuntamente con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori per evitare di ottenere dati non veritieri. Se poi altri soggetti come le associazioni dei consumatori volessero aggiungersi, ben vengano. Non abbiamo preclusioni”.