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Allarme ripresa economica, Calvini: “In calo manifatturiero, in crescita logistica e porto”

Genova. E’ pesante il quadro che esce dall’analisi del Centro studi Confindustria sulla situazione economica dell’Italia. La produzione industriale, infatti, dista dal massimo pre crisi (-26,1%) ancora molto, -17,5%. Nel periodo 2007-2010 l’Italia scende dal quinto al settimo posto nella top 20 dei paesi produttori del manifatturiero: il nostro paese viene così superato anche dalla Corea del Sud ed è seguito dal Brasile. L’Italia scivola inoltre dalla seconda alla quarta posizione per produzione manifatturiera pro capite nel mondo dal 2008 al 2010, con un calo del 28%. Da notare il posizionamento delle province liguri, tutte sotto la media UE, con Genova al 778esimo posto, incalzata da Caltanissetta al 791esimo.

“Non è una sorpresa perché sappiamo come tanti settori, ad esempio quello dell’acciaio integrato e quello della chimica sono stati dismessi, mentre prima Genova era caratterizzata da una forte presenza dell’industria pesante – spiega il presidente di Confindustria del capoluogo ligure, Giovanni Calvini – però in questi dati non vengono compresi i servizi, dove inserisco anche la logistica e il porto, che in questi anni si sono molto sviluppati”.

“Se da un lato abbiamo una bassa presenza del settore manifatturiero, gap che dovremo cercare di colmare, dall’altro lato troviamo un accentuato sviluppo dei servizi logistici, che hanno portato un grande valore aggiunto – continua Calvini – E’ evidente, però, che le città e le nazioni in cui il manifatturiero è maggiormente presente resistono meglio, basti vedere la Germania”.

Genova, secondo il presidente di Confindustria, ha un lungo lavoro da fare davanti a sé. “Bisogna essere attrattivi nei confronti degli investitori, partendo dalla formazione per poi arrivare alle infrastrutture e all’adeguamento del territorio – conclude – Noi abbiamo un forte potenziale che risiede nel porto e nelle porzioni di territorio che metterà a disposizione delle realtà industriali nell’arco dei prossimi anni. Questo garantirà una fonte di attrazione importante per gli investitori, che troveranno ciò che non possono avere in altre città, cioè spazi in riva al mare”.