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Accordo Amt in bilico, i sindacati: “Per noi è valido”

Genova. I sindacati dei lavoratori Amt serrano i ranghi e fanno quadrato intorno all’accordo siglato martedì sera, in extremis, con il Comune di Genova, e in primis con Marta Vincenzi, reale fautrice del fine vertenza.

Ma dopo le polemiche apparse oggi a mezzo stampa, secondo cui la Regione, tramite l’assessore Enrico Vesco e indirettamente lo stesso presidente Claudio Burlando, avrebbe rispedito al mittente l’accordo siglato, “prevede impegni a carico della Regione – si legge in una lettera di 7 pagine firmata dall’assessore Vesco – Ma per noi quei punti non sono validi, rappresentano aspettative esclusivamente di chi ha sottoscritto quel documento. Tra i quali non figuriamo” tra i lavoratori Amt è ricominciata a serpeggiare una certa agitazione e il dubbio che, dopo una trattativa estenuante, possa saltare tutto.

“Non è auspicabile che il banco venga fatto saltare – commenta Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – se ciò dovesse succedere, torneremmo indietro di sei mesi, quando c’erano 23 milioni di euro di debito da fronteggiare”. L’accordo siglato a Tursi permetterebbe di recuperare 15 mln che si vanno ad aggiungere alla parte ottenuta con l’aumento delle tariffe di febbraio. “Se ci sono punti da rivedere lo faremo, ma quanto compete alla Regione è solo uno dei quattro punti all’interno dell’accordo generale, gli altri tre sono tutti materia del Comune e dei sindacati. Naturalmente – continua Cannavaciuolo – chiederemo al più presto un incontro con la Regione per avere un chiarimento”.

Come a dire che l’accordo, premesso il consenso dei lavoratori tramite referendum, “per noi è valido” anche perché “abbiamo incontrato lo stesso assessore Vesco pochi giorni fa per ribadire il fondino per l’accompagnamento alla pensione, la revisione della legge regionale sul trasporto e per ottenere almeno parte dei 50 milioni che teoricamente dovrebbero arrivare da Roma”. Frutto dell’accordo Stato-Regione, ulteriormente destinati al comparto trasporto “e dati – sottolinea Cannavaciuolo – in virtù della nostra azione di rivendicazione e di protesta. E’ giusto, quindi, che siano destinati a chi ha fatto, faticosamente, la vertenza”.

E una risposta pare la voglia anche Tursi, da cui non è ancora arrivata replica, ma che ha necessità di sapere “al più presto quali e quante sono le risorse per poter pianificare l’attività dei prossimi anni, altrimenti tutte le gare sono a rischio. Un problema – fa ancora notare Palazzo Tursi – che non riguarda soltanto Genova, ma tutti gli enti locali”.

“Capiamo come una lettura frettolosa od indotta abbia potuto trarre in inganno l’assessore Vesco, ma proprio per questo gli ribadiamo che nessuno di noi ha voluto prendere per lui impegni in sua assenza, non c’è nessuna parte dell’accordo che possa anche minimamente far pensare ciò – ribadisce Corrado Cavanna Segretario Generale Filt-Cgil Liguria tornando alle polemiche sull’accordo – Altro è invece giudicare il polverone e la polemica che in maniera artefatta e provocatoria si sta generando nella città per colpirne il suo Sindaco ed indirettamente il presidente della Giunta Regionale.

“Un’attività poco meritoria e poco attenta agli interessi della città, della Regione, dei lavoratori e dei cittadini – continua il sindacalista Filt Cgil – che sembra muovere da circoli di interesse facilmente individuabili, magari legati a vecchi modi di gestire la cosa pubblica a livello Comunale e Regionale o a vecchi gruppi dirigenti delle aziende pubbliche, tutti intenti a generare una disarmonica confusione per cercar di ottenere qualche posto di sottogoverno o mantenere qualche rendita di posizione pagata con i denari di tutti. Noi a questi giochi non ci prestiamo né oggi, né domani, né mai. E’ per questo – conclude Cavanna – che siamo capaci, poiché consapevoli, di produrre accordi di valore generale”.

Lunedì 13, mentre è convocato il Cda per la ratifica delle nuove nomine, le organizzazioni sindacali illustreranno il piano complessivo dell’accordo ai delegati che poi sarà stampato in oltre 2 mila copie e distribuito ai lavoratori. Seguirà un giro di assemblee negli impianti e, entro fine mese, dovrebbe essere convocato il referendum in cui i lavoratori decideranno se validare o meno l’accordo.