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Accoglienza profughi, Papi: “Stiamo cercando strutture per le nuove esigenze”

Genova. “Per quanto riguarda l’emergenza profughi, siamo avvisati, diamo tutta la nostra disponibilità, ma la partita resta in mano alla Regione”. Così l’assessore alle Politiche Sociali, Roberta Papi, sulla nuova “emergenza”, scattata all’indomani della chiusura del centro di accoglienza di Ventimiglia.

Dei 146 immigrati tunisini, 40 saranno dislocati in Piemonte, 20 in Veneto, 10 in Umbria e i restanti 76 in centri di accoglienza della Liguria, tra cui una sistemazione temporanea a Genova.

“Rispetto ai 47 tunisini – ha detto oggi Papi a margine del consiglio comunale – stamattina sono stata informata dal consolato a cui però ho spiegato bene l’iter e la trafila corretta. Ho chiesto infatti prima di tutto di capire chi fossero queste persone, se, cioè, fossero in possesso del permesso temporaneo di soggiorno”. Un dato che dovrebbe essere confermato data l’iter già predisposto per il centro di Ventimiglia. “I nostri uffici si sono poi messi in contatto con la Regione per capire dove siano, perché in ogni caso, è necessario che si presentino al più presto in un centro di accoglienza”.

L’assessore ha poi confermato il lavoro d’equipe con Regione e Governo per “trovare tutti insieme una sistemazione per queste persone, se così non fosse l’alternativa sarebbe un ritorno in patria”.

Diverso il ragionamento se questi nuovi migranti fossero profughi, per cui si avvierebbe quindi una procedura diversa in virtù della richiesta di asilo politico. “Sull’accoglienza, rimaniamo in pieno accordo con la Regione. Per ora Genova ha accolto 130 persone, come stabilito dal primo accordo, ma sappiamo che arriveranno altri profughi, per cui cercheremo nuove strutture”. Non più scuole e palestre, cioè, ma locazioni più piccole e accoglienti. “A differenza dei primi arrivi, i nuovi soggiorni potrebbero essere più lunghi, per questo stiamo cercando grandi appartamenti e strutture adeguate”. Domani è il Comune ha convocata una riunione tecnica per discutere delle nuove esigenze in materia di posti.