Sori, il Comitato Rio Cortino alla ricerca di 200 firme per presentare ricorso al Tar - Genova 24
Cronaca

Sori, il Comitato Rio Cortino alla ricerca di 200 firme per presentare ricorso al Tar

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Sori. Il progetto ipotizzato dal sindaco Castagnola, per quanto riguarda la messa in sicurezza del Rio Cortino, non è andata giù ad alcuni partecipanti all’incontro pubblico svoltosi questa mattina.

Ad essere preoccupato il Comitato spontaneo per il Rio Cortino, per tanti motivi. Il primo, più importante, è che si possa finire in mano a qualche impresa mafiosa, nel subappalto, che “chissà che tipo di materiale scaricherà per il riempimento”.

Poi si pensa alla viabilità e alla destinazione a compostaggio, perché un sito dedito al compostaggio (si parla di una discarica di 3 milioni e 300 tonnellate di rifuti) è il primo passo in un percorso che conduce ad inceneritori o gassificatori.

Senza calcolare che si mette in sicurezza il Rio coprendolo con due milioni di metri cubi di terra, per il comitato non è possibile.

Infine le cifre: le spese sono a carico dei comuni di Pieve e Sori e la Società Autostrade si è riservata il diritto di togliere la concessione per far passare i camion che devono scaricare materiale. La Società Autostrade può quindi chiudere il contratto quando vuole senza penali e le spese di gestione della piazzola e di tutto il resto rimarranno comunque ai Comuni. Le entrate per i comuni di Pieve e di Sori saranno quindi così cospicue come sembra?

Così è partita la corsa alla raccolta firme: ne servono 200 entro il 20 giugno per ricorrere al Tar e bloccare il progetto. “Si rischia – dicono – che per avere un nuovo parcheggio e un centro sportivo di 150 mila metri quadrati, si debba calpestare amianto o qualche altra sostanza dannosa”.

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