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Scuola, ancora subbuglio per i tagli: intasato il mail server del provveditorato

Genova. Manca un mese alla chiusura delle scuole, ma le problematiche del comparto restano aperte, nuove e vecchie questioni sulle quali i soggetti coinvolti, in special modo genitori e insegnanti, chiedono risposte, “altrimenti sarà di nuovo protesta”. Intanto, i genitori della scuola Garaventa hanno intasato il mail server del provveditorato genovese inviando centinaia di email in cui si chiedeva di garantire l’organico indispensabile a mantenere non solo il tempo scuola, ma la qualità didattica.

Al grido d’allarme “Stanno sfasciando la scuola pubblica, io non ci sto” si riuniscono oggi pomeriggio diverse associazioni di genitori, insegnanti e studenti in un’assemblea cittadina organizzata da Sos Scuola Genova, Unione degli Studenti, Co.Ge.De Liguria, Cobas Scuola e G.A.P. “Fa parte di una serie di appuntamenti simbolici – spiega Paolida Carli, insegnante e membro del coordinamento Sos Scuola, associazione nazionale nata qualche anno fa – che ci siamo dati per discutere insieme sul futuro della nostra scuola e sulle questioni irrisolte”. Al centro di preoccupazioni e di passate proteste ritornano anche in vista del prossimo anno le “prove Invalsi”, dal nome dell’istituto legato al Miur, incaricato di testare la preparazione degli studenti.

“Sono test di matematica e italiano, disposti quest’anno per scuole elementari, medie e fine primo biennio scuola superiore, da cui dipendono i finanziamenti all’istituto, che noi contestiamo su tutta la linea, soprattutto quella didattica. Inoltre non tengono conto delle specificità delle varie utenze, e creano problemi per la privacy”. In teoria pensati come anonimi, di fatto non lo sono e i genitori lamentano ansie e disagi da parte degli stessi ragazzi.

“Vengono chiesti dati sensibili facibilmente riconducibili all’identità – sottolinea Carli – senza contare che sono considerati superati anche dagli anglossassoni. Come sempre arriviamo in ritardo”. Le prove, su cui “il Ministero ha dato prova di grande contradditorietà” sono al centro anche del dibattito sindacale, perchè di fatto non rientrano nelle competenze degli insegnanti e dei rapporti tra enti.

“Oggi però discuteremo anche di altri due punti su cui non vogliamo mollare la presa: il taglio del tempo pieno nelle scuole elementari, e il taglio del monte ore nelle scuole superiori che penalizza soprattutto le ore di laboratorio e le materie specifiche. La situazione della scuola pubblica non fa che peggiorare – aggiunge Carli – le famiglie devono sopperire alle mancanze degli istituti, e c’è una grossa carenza di organico che si ripercuote sulla didattica, con insegnanti costretti a fare guardianaggio, mentre cresce il numero di alunni iscritti”.

L’assistenza ai disabili è un altro punto. “Alcuni insegnanti hanno anche cinque ragazzi disabili per classe e gli insegnanti di sostegno vengono tagliati. Ma non è solo un’operazione volta al risparmio – sottolinea l’insegnante – sembra più un disegno politico: nessun taglio, fin’ora, è stato effettuato alla scuola privata”.

Tra le forme di protesta possibili in futuro, una è già cominciata: i genitori della scuola Garaventa hanno intasato il mail server del provveditorato inviando centinaia di mail in cui si chiedeva di garantire l’organico indispensabile a mantenere non solo il tempo scuola, ma la qualità didattica.

“Ma la risposta dell’USP è sempre la stessa – conclude Carli – a seguito della pressione dei genitori della scuola Garaventa, gli uffici cestinano automaticamente le mail. Abbiamo invitato tutti i genitori di tutte le scuole a inviare altre nuove mail con la richiesta di tempo pieno per il proprio istituto per l’anno 2011-2012”.