Regione, coro bipartisan: "Piano Fincantieri inaccettabile", mercoledì vertice con istituzioni e sindacati - Genova 24
Economia

Regione, coro bipartisan: “Piano Fincantieri inaccettabile”, mercoledì vertice con istituzioni e sindacati

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Genova. Inaccettabile. E’ un coro unanime e bipartisan quello che si leva dal mondo politico sul piano industriale di Fincantieri, in attesa del vertice in Regione, convocato dal presidente della Regione per mercoledì pomeriggio, per valutare le iniziative da intraprendere alla luce del piano industriale di Fincantieri. Al vertice, insieme ai rappresentanti sindacali, sono stati invitati i presidenti delle Province di Genova e La Spezia e i sindaci delle città interessate dal piano.

Da sinistra Giacomo Conti è perentorio: “Non è accettabile la chiusura di Sestri Ponente e Castellammare di Stabia, e per quanto riguarda Riva Trigoso, mantenere solo la meccanica significa condannare lo stabilimento, prepararlo alla chiusura”. “A tal fine – gli fa eco il capogruppo Alessandro Benzi – il gruppo consigliare della Federazione della Sinistra presenterà immediatamente un ordine del giorno che impegni la giunta regionale a sottoporre subito al Consiglio una proposta di legge che preveda il vincolo trentennale di tutte le aree industriali della cantieristica, scongiurando così qualsiasi tipo di speculazione immobiliare ed edilizia”.

Matteo Rossi (SEL) chiede la sospensione del Consiglio regionale, prevista per domani mattina, dopo la notizia giunta da Roma sulla chiusura di Fincantieri. “Sel esprime la sua totale solidarietà ai lavoratori di Fincantieri e chiede- aggiunge Leoncini Coordinatore esecutivo regionale- che la voce dei lavoratori non resti inascoltata e invita le istituzioni locali e la cittadinanza tutta a una grande mobilitazione al loro fianco in difesa dell’occupazione e del territorio”.

“Se queste informazioni troveranno conferma – dichiara Maurizio Viaggi segretario del Psi Ligure – occorrerà che lavoratori, sindacati ed Enti locali assumano una forte iniziativa a garanzia dell’occupazione e del mantenimento nella nostra regione della presenza industriale e cantieristica”.

Il coordinatore provinciale Udc Giovanni Boitano assicura il massimo impegno del partito, a tutti i livelli, per scongiurare i ridimensionamenti che potrebbero mettere a rischio la salvaguardia dei posti di lavoro nel cantiere di Riva Trigoso.

“Si tratta dell’azienda simbolo del Tigullio – continua Boitano – che ha sempre espresso grandi professionalità, la più alta percentuale di produttività all’interno di Fincantieri contribuendo a tenere alto in Italia e nel mondo il prestigio della cantieristica garantendo molti posti di lavoro”.

Il consigliere regionale Ezio Chiesa, Gruppo Misto, è preoccupato: “Se quanto emerge sarà confermato, si tratta della fine della cantieristica nella nostra provincia, un fatto gravissimo senza precedenti. La popolazione deve essere a fianco dei lavoratori per sostenerli nel rivendicare il diritto al lavoro – continua Chiesa – non possono essere sempre e solo i dipendenti a pagare colpe che non sono le loro. Quanto ipotizzato rappresenta una chiara scelta politica che finisce per penalizzare la Liguria a favore dei cantieri presenti nell’Adriatico”.

Anche Giovanni Paladini, coordinatore regionale della Liguria di Italia dei Valori, definisce “La chiusura di Sestri Ponente, rappresenta un problema enorme con ricadute disastrose sul piano occupazionale, una rapina che va a violare uno dei simboli storici della manifattura genovese. Manifestare solo la propria solidarietà ai lavoratori sarebbe riduttivo – spiega Paladini – ciò che occorre è realmente una presa di coscienza da parte di tutti dell’incapacità del Governo di gestire una situazione di crisi, ma sopratutto una ferma e netta opposizione ad un Piano Industriale che passa dall’oggi al domani da finte rassicurazioni dell’azienda ad un effettivo deturpamento degli stabilimenti liguri. Un giochetto, oggi smascherato, che getta nello sconforto e nel terrore migliaia di famiglie”.

Dalla Lega Nord Edoardo Rixi: “Il Piano Fincantieri – spiega l’esponente leghista – oggi presentato a Roma non ci soddisfa per nulla. I cantieri liguri non possono e non devono essere ridimensionati, né si può pensare ad oltre 1.500 esuberi nella sola Liguria. L’atteggiamento dell’azienda ci sembra poco coerente con la disponibilità data dal governo con i 70 milioni di euro per il ribaltamento a mare del cantiere di Sestri Ponente inoltre, nonostante le assicurazioni avute la settimana scorsa dall’azienda, il cantiere di Riva Trigoso parrebbe tutt’altro che fuori pericolo. Come Gruppo Regionale della Lega Nord chiediamo al Presidente Burlando di convocare il prima possibile il tavolo regionale sulla cantieristica per concordare un strategia comune e salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro” conclude Rixi.

Ma anche il Pdl è critico: “Per noi – fa sapere in una nota Michele Scandroglio Coordinatore regionale del Popolo della Libertà ed il Consigliere regionale Gino Garibaldi, responsabile del Lavoro del Pdl regionale – diventa difficile accettare un piano che tenga così poco conto le potenzialità della nostra terra specialmente per quanto riguarda le ripercussioni, che così com’è stato ipotizzato, ricadranno sul territorio ligure. Concordiamo sulla necessità che l’azienda, per rimanere competitiva, aveva bisogno di avviare un percorso di riorganizzazione, ma è altrettanto vero che in questi termini si penalizza troppo della Liguria. Ci auguriamo che la trattativa sia in una fase di partenza che riporti al centro di tutto il nostro territorio, – proseguono gli esponenti del PdL Ligure – la cantieristica per la Liguria è un settore strategico e vitale e non possiamo nemmeno pensare che venga depauperato un solo spicchio di questo comparto che vede la nostra regione elemento di forza per Fincantieri e garanzia per l’azienda di mantenimento di competitività a livello mondiale. E’ però fondamentale rimarcare quanto, oggi più che mai, sia indispensabile procedere celermente con le operazioni relative al ribaltamento a mare di Sestri Ponente e auspichiamo ad un ripensamento anche su Riva Trigoso che è un’eccellenza nelle costruzioni di navi militari”.

“E’ necessario – concludono Scandroglio e Garibaldi – lavorare nell’interesse della nostra regione: solo con la compattezza e la univocità degli sforzi si potrà superare questo ostacolo”