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Recco, Capurro: “Patto di stabilità, mannaia per il futuro”

Recco. A causa dei tagli effettuati dal Governo sono molti i problemi che si trovano ad affrontare gli enti comunali, in particolare quelli piccoli. “La mancanza di disponibilità finanziaria è la criticità principale con cui dobbiamo scontrarci ogni giorno – spiega il sindaco di Recco Dario Capurro – siamo soggetti al patto di stabilità e nonostante la nostra sia un’amministrazione continuativa da ormai 12 anni, quindi continuativa anche a livello progettuale, ha subito una forte stoppata. Recco è un comune virtuoso, con i conti a posto e ha sempre rispettato il patto, ma questa situazione sta diventando una vera e propria mannaia per il futuro, soprattutto per quello che riguarda la manutenzione strordinaria”.

Il primo cittadino ha spiegato che sono diverse le strade che necessiterebbero di interventi al manto stradale e all’illuminazione, ma che l’amministrazione si deve limitare al minimo indispensabile per mancanza di risorse. “Quest’anno abbiamo a disposizione 600 mila euro e l’anno prossimo ne avremo soltanto 200 mila – continua – basteranno a malapena per asfaltare una strada”.

“Capisco le difficoltà del Governo centrale, ma noi stiamo vivendo in una situazione assurda – spiega Capurro – Anci Liguria sta facendo il possibile per aiutarci e quasi quotidianamente ci comunica le sollecitazioni che opera con il Governo”. Il primo cittadino ha poi parlato di un altro grave problema che affligge la sua città, cioè la chiusura dell’ospedale Sant’Antonio. “Un danno enorme e non solo per Recco, ma per tutto il Golfo Paradiso che si trova privato di un servizio fondamentale, anche e soprattutto per le persone anziane, che hanno particolari difficoltà a muoversi e a raggiungere gli altri ospedali. Quello nuovo di Rapallo, tra l’altro, come abbiamo potuto constatare non funziona come dovrebbe, per non parlare di quelli di Genova. Basti vedere le ultime vicissitudini del Villa Scassi”.

Il primo cittadino ha rimarcato la complessità di questo periodo. “E’ difficile riuscire a trovare qualcosa di positivo. Speriamo che il federalismo porti qualche miglioramento, ma dovremo attendere il 2014 per verificarlo. Un’altra speranza ci viene fornita dai privati che hanno ancora voglia di investire insieme agli enti pubblici sull’ edilizia residenziale, ma bisogna vedere quanto durerà anche questo”.

“Se continuiamo così si farà sempre più fatica a trovare persone e soprattutto giovani che abbiano voglia di dedicarsi all’amministrazione comunale, soprattutto nelle città piccole – conclude – La politica è una passione e non deve diventare solo un lavoro, altrimenti non si sa cosa potrà succedere in futuro”.