Protesta Fincantieri: commenti e reazioni dei partecipanti al corteo - Genova 24
Cronaca

Protesta Fincantieri: commenti e reazioni dei partecipanti al corteo

protesta fincantieri 24 maggio

Genova. “Questi momenti di disordine non possono distogliere dall’argomento principale: la chiusura del cantiere Fincantieri di Sestri Ponente”. Commenta così l’assessore comunale alla Manutenzione Pasquale Ottonello i disordini scoppiati sotto la Prefettura tra i manifestanti e le forze dell’ordine. “E’ necessario – dice Ottonello – un dialogo con la Prefettura, indispensabile che tutta la città sia attorno al cantiere”.

I lavoratori si sentono presi in giro, le proteste dilagano in tutta Italia. “E’ una rabbia comprensibile – afferma Marco Derugio, responsabile economia lavoro federazione comunista Genova – gli enti locali devono costituire un coordinamento per chiedere il ritiro del piano industriale e le commesse pubbliche. In Germania e Francia si è visto che sono state la soluzione giusta. E’giusto essere davanti alla Prefettura per chiedere un dialogo con il Governo per sapere cosa fare. E’ importante evitare di fare come la Lega Nord che prima difende i cantieri liguri ma poi ieri Castelli ha affermato che gli esuberi sono colpa del mercato”.

C’è chi ritiene che questi scontri non servano a nulla, e non agevolino la trattativa.”Abbiamo bisogno di un tavolo di trattativa con il prefetto e con il Governo. – spiega Antonio Graniero, segretario generale Cisl Genova – Questo è un piano di chiusura per Genova. Se si protesta così non riusciamo ad andare in trattative per sensibilizzare su questo tema”.

Di chi è la colpa? “Non ci sono ordini nella cantieristica navale in tutto il mondo, questo lo sappiamo. – dice ancora Graniero – Ma in assenza di lavoro si può parlare di altro, di carceri galleggianti, di boe per l’off shore per Eni, ma gli ordinativi non arrivano. Oggi vogliamo fatti e dare lavoro ai dipendenti”.

“Questo piano è inaccettabile e scellerato. – commenta l’assessore regionale Renzo Guccinelli – La crisi della cantieristica è pesante però non si può rispondere non investendo e riducendo la capacità produttiva e ridimensionando gli organici”.

“Non si dà futuro e nemmeno certezze e non ce lo possiamo permettere. Oggi in piazza c’è unità tra istituzioni, politica e sindacati. Il governo deve dire se il piano di Bono è suo e allora deve intervenire, oppure se è del Governo occorre una battaglia dura che sarà lunga e difficile. Ma dobbiamo bloccare questo piano. La tensione è alta ed è normale. Mi metto nei panni dei lavoratori: senza lavoro e con una famiglia da mantenere. La tensione è giusta, si cerchi solo di mantenere calma e unità per fare fronte comune”.