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Precari Inps, Tullo replica a Scandroglio: “In Aula vedremo chi sarà coerente”

Genova. Sulla questione dei precari Inps, Mario Tullo, deputato Pd, risponde a Michele Scandroglio che, ieri, aveva accusato i democratici “di atteggiamento incongruente e teso solamente a fare politica e non l’interesse dei lavoratori”.

“Premesso che obiettivo principale per il Partito Democratico resta quello di garantire ai lavoratori precari Inps una proroga per il 2011 del loro contratto di lavoro ai loro fini occupazionali e per l’importante attività che essi svolgono per il pieno funzionamento dell’Istituto – speige Mario Tullo – dopo quanto detto dall’Onorevole Scandroglio è doverosa una precisazione ampiamente documentabile consultando il sito della Camera dei Deputati”.

“Che il contratto di questi lavoratori fosse in scadenza a fine marzo è stato sollevato con una prima risoluzione presentata dal Pd in Commissione Lavoro il 19 gennaio 2011 (7/00470), al cui interno si faceva riferimento anche ad un ordine del giorno che sempre il Pd aveva presentato il 19 novembre 2010 (9/3778-A/23), a prima firma dell’ex ministro Cesare Damiano con il quale si impegnava il Governo a promuovere variazioni legislative alla norma al fine di garantire la prosecuzione dell’operatività delle amministrazioni interessate avvalendosi del personale precario”.

“Il 16 marzo 2011 – prosegue l’onorevole Tullo – alla risoluzione del Partito Democratico si aggiungevano una dell’ IDV ed una dell’UDC; nella seduta del 16 marzo il Presidente della Commissione, On.Moffa, comunicava l’impossibilità di garantire la presenza di un rappresentante del Governo alla presentazione delle risoluzioni ed aggiornava la discussione al 23 marzo 2011, che avveniva alla presenza del Sottosegretario On.Giachino il quale chiedeva ulteriore tempo per un coordinamento dei ministeri interessati. In tale sede il PD poneva il rischio di avvicinarsi così troppo alla scadenza dei contratti”.

“Ciò nonostante abbiamo salutato con favore la risoluzione unitaria cui la Commissione Lavoro è giunta nella seduta del 30 marzo consapevoli che l’Inps garantiva altri 15 giorni di contratto a questi lavoratori, tempo sufficiente al Governo per assumere un provvedimento risolutivo. Purtroppo nei Consigli dei Ministri che si sono tenuti, ad oggi nessun provvedimento ha assunto la volontà comune del Parlamento per risolvere il problema di questi lavoratori, che da quasi un mese sono a casa con gravi ricadute anche sul funzionamento dell’Inps”.

“Nella seduta di ieri – entra nel merito l’esponente Pd – di tutte le Commissioni Parlamentari chiamate a dare un giudizio sull’ennesimo “decreto omnibus” il Pd ha avuto modo di annunciare il voto contrario per il merito ed il metodo usato dal Governo a partire dalla strumentale sospensione del programma nucleare solo ai fini di tentare di evitare il referendum. In Commissione Lavoro sia l’On.Mattesini, che l’On.Damiano, motivando il voto contrario alla proposta di parere sul provvedimento, hanno manifestato apprezzamento per il rilievo fatto in riferimento alla questione dei lavoratori impiegati in somministrazioni presso l’Inps, auspicando un intervento normativo sulla materia che soddisfi le esigenze di tali lavoratori”.

“Al testo del decreto in discussione è stato presentato da tutti i membri della Commissione Lavoro e Bilancio della Camera un emendamento che nella giornata di ieri purtroppo è stato dichiarato inammissibile da parte del Governo. Pertanto il problema rimane aperto e quindi lasciando perdere assurde polemiche politiche, fin da ora il Gruppo del PD annuncia che riproporrà l’emendamento in Aula ed è in quella sede che ci saranno le condizioni per verificare chi è coerente nel voler risolvere il problema di questi lavoratori”.