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Pendolari delusi dopo la risposta di Burlando: “Speriamo in una svolta”

Regione. I pendolari dalle associazioni aderenti al blog Genova-Milano non hanno per niente gradito la risposta del presidente regionale Claudio Burlando al loro appello. “Ambientalisti, associazioni e comitati di utenti e pendolari hanno accolto con gioia la notizia del ritorno di 50 milioni di euro da parte del Governo alla Regione Liguria per il trasporto pubblico, ma sono preoccupati dalla notizia che solo 20 dei 50 milioni che arriveranno saranno destinati al trasporto pubblico locale. Rinnoviamo il nostro appello alla Regione affinché tali fondi vengano prioritariamente destinati al trasporto pubblico”. Questo si leggeva in una nota del 29 aprile, che era stata preceduta da una lettera indirizzata direttamente al presidente Burlando.

Ieri è arrivata la risposta del governatore della Liguria: “La drastica riduzione dei trasferimenti sociali stabilita dal Governo ha determinato una diminuzione complessiva delle risorse a disposizione di ogni amministrazione regionale, con notevoli ripercussioni in tutti i settori di intervento – si legge nella missiva di Burlando – Per quanto riguarda il trasporto pubblico regionale e locale in Liguria, il taglio è stato quantificato in 63 milioni di euro; l’ammontare di questa riduzione avrebbe sicuramente comportato il collasso dell’intero sistema trasportistico, su gomma e su ferro, con una radicale diminuzione dei servizi e il peggioramento del livello di quelli garantiti”.

“A fronte di questa eventualità, la giunta ha ritenuto opportuno contenere l’impatto della manovra finanziaria sul settore Tpl (quale servizio essenziale per la collettività e strumento per lo sviluppo del territorio), prevedendo una riduzione pari a 38 milioni di euro invece dei 63 previsti, al fine di limitare le ricadute sui servizi, con un taglio di 15 milioni per il Tpl e di 23 per il trasporto ferroviario”. La lettera del presidente Burlando è molto lunga e spiega per filo e per segno le motivazioni che hanno spinto la giunta regionale a prendere certe scelte, condivise all’unanimità, ma molto difficoltose e allineate perfettamente con quelle delle altre regioni. Il governatore ha anche sottolineato che negli ultimi anni, già in una situazione generalizzata di risorse, ci sono stati numerosi interventi della Regione a favore del trasporto pubblico.

“E’ evidente che la strategia della Regione da anni mira a sostenere e valorizzare il sistema del trasporto pubblico, ma non bisogna dimenticare che la manovra del Governo ha posto anche altri settori in una situazione di grave sofferenza – si legge ancora nella lettera – occorrerà quindi valutare la destinazione delle risorse che potranno essere erogate dal Governo in compensazione dei tagli ai trasferimenti”.

Quello che non è piaciuto ai pendolari, però, è stato soprattutto l’ultimo passaggio della missiva, in cui si legge: “Infine, una volta valutata la somma residua a disposizione per il settore del trasporto, saranno valutate le possibili alternative di intervento; tuttavia si ritiene fin da ora di poter anticipare che, in considerazione dell’avvio della razionalizzazione del servizio ferroviario, sarà improbabile il ripristino di tutti i servizi soppressi, nonché l’implementazione degli stessi; parimenti sarà difficile operare una riduzione degli aumenti tariffari, che sono ormai consolidati”.

I pendolari, che si definiscono sconcertati per questo ultimo passaggio, hanno subito provveduto ad inviare la propria risposta alla Regione. “Se noi abbonati abbiamo a malincuore ‘digerito’ gli aumenti delle tariffe ferroviarie liguri non ricevendo in cambio alcun miglioramento tangibile, leggere le conclusioni del presidente ci sorprende: dove finiranno (quando arriveranno) i 50 mln di euro? – scrivono nella lettera – Crediamo che i pendolari liguri siano molto delusi dal primo biennio della giunta regionale in materia di trasporti. Un contratto di servizio che sta giorno dopo giorno manifestando i propri limiti e gli errori strategici ivi contenuti. La mancanza di un assessore a tempo pieno ai Trasporti e l’assenza di un Piano Regionale dei Trasporti sono soltanto alcuni fra gli aspetti più negativi che migliaia di pendolari liguri vivono giorno dopo giorno”.

L’appello è accorato. “Crediamo che l’ultimo triennio della giunta debba iniziare con un radicale cambio di rotta e con un segno di discontinuità rispetto al pregresso. Gli abbonati Genova/Milano, in questi giorni, hanno sotto gli occhi la nascita di Trenord. Se confrontano il servizio presente in Lombardia con quello ligure, beh il rischio è una sostanziale perdita di consenso per tutta la giunta, che molti abbonati hanno votato, anche convinti che i trasporti in Liguria sarebbero migliorati. Ora la delusione è enorme e non è certo sufficiente dare la colpa a Tremonti e ai suoi tagli. Speriamo in una svolta concreta”.